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logo pdCaro Matteo, caro segretario

Ieri ero presente come delegata di Monza alla Assemblea Nazionale del Partito Democratico. Forse l’Assemblea più difficile sia psicologicamente che politicamente a cui abbia mai preso parte da quando sono tesserata al Pd.

logo pdIl Partito Democratico di Monza e Brianza si è riunito sabato mattina. La discussione ci ha portato a scrivere un breve appello sulla situazione attuale.

logo pdL’aggressività che registro oggi sui social network da parte di persone che conosco nel privato e che sono tranquilli padri o madri di famiglia o la facilità con la quale le istituzioni democratiche vengono denigrate anche da insospettabili colleghi e amici, non è forse lo stesso humus nel quale i regimi autoritari hanno attecchito nella prima metà dello scorso secolo?

dalema speranzaCaro compagno Massimo, Pierluigi, Roberto e cari rappresentati della minoranza Dem, mi rivolgo a voi con quel senso di smarrimento e di rabbia che è tipico di chi, svegliatosi improvvisamente da un lungo incubo notturno, non riesca a capacitarsi che la realtà possa essere ancora più brutta.

Basta un sìA pochi giorni dal voto referendario, mi è naturale ripensare”al prima”, cioè al vissuto della lunga esperienza del Comitato del Sì monzese e al dopo… cosa può succedere il fatidico 5 dicembre.

Faceva caldo… molto caldo, quando iniziò l’avventura referendaria.

costituzioneContro la riforma costituzionale, il monito del cosiddetto “combinato disposto” ha svolto un ruolo centrale.

L’idea alla base sembra semplice: se la riforma passa, la fiducia al governo sarà attribuita in futuro solo dalla Camera. Qui, il partito che vincerà le elezioni esprimerà 340 deputati grazie all’Italicum, e tutto questo produrrebbe una concentrazione anomala, o almeno si sostiene, nelle mani dell’esecutivo. Ma è davvero fondata questa tesi? Procediamo per ordine.

terremotoDal 2000 ad oggi in Italia si contano quarantaquattro alluvioni e tredici terremoti di grande entità; cinquantasette catastrofi naturali in sedici anni sono il volto di un Paese fisicamente fragile, non sporadiche sciagure.

downUna cosa è certa, dire che in caso di vittoria del No non cambia nulla non corrisponde a realtà.
Il NO ha un prezzo e ciò che ci interessa è che l’elettore italiano sia conscio anche di questo aspetto nel momento del voto, perché è ciò che si percepirà maggiormente nell’economia reale.

parco ponte cateneDalle vicende del passato, dalla storia possiamo e dobbiamo trarre la spinta e la carica per il futuro.

costituzioneDa Spadolini a Renzi, da Pertini a Mattarella, da Zoff a Buffon, sono 34 anni, dal cosiddetto “decalogo Spadolini” (1982), che discutiamo di riforme senza mai fornire adeguate risposte per semplificare il funzionamento dello Stato. È molto forte dunque il rischio della conservazione, della paura del cambiamento, come se questo Paese non vivesse il problema quotidiano del cattivo rendimento, dello sperpero di energie e risorse.

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