Seguici su: Facebook  Instagram  YouTube

turmp netanyahuChi non può essere felice più di noi. Si è fermata la strage (per ora) di famiglie e bambini Gaza….MA

Non chiamatela pace….con 65 mila morti, 18 mila bambini, 150 mila feriti a Gaza; con 1200 vittime, migliaia di persone a rischio di epidemie e morte per fame; con 250 ostaggi, dei quali 30 bambini e  solo 170 “restituiti vivi” nell’eccidio del 7 Ottobre da parte di Hamas  …persone non numeri…

Non chiamatela pace… quando: chi ha firmato l’accordo (Netanyahu e Hamas), è ricercato per crimini di guerra dal Tribunale Internazionale per i Diritti Umani…; chi lo ha promosso  è “il pacifista” Trump che negli Stati Uniti dà la caccia ai migranti, censura la stampa, disconosce la magistratura, manda l’esercito negli stati democratici

Non chiamatela pace…quando la si ottiene con la forza e “il mediatore” Trump, si è vantato pubblicamente, di avere fornito le migliori armi ad Israele, per perpetuare il massacro dei cittadini di Gaza…

Non chiamatela pace…quando i Governi Europei (in primis il nostro) si sono resi complici,  fornendo anch’essi armamenti e non applicando sanzioni che impedissero la continuità dei massacri…

Non chiamatela pace…quando i terroristi di Hamas, prima finanziati dallo stesso Israele, poi esecutori spietati del massacro del 7 Ottobre, poi ancora firmatari di un “contratto di pace”, con il quale si è resa possibile la liberazione di  migliaia di detenuti palestinesi, molti dei quali gli stessi autori del 7 Ottobre; oggi terroristi chiamati e  legittimati a svolgere un ruolo di “polizia e di ordine” all’interno della striscia di Gaza.

Non chiamatela pace…quando a promuovere e garantire la pace non sono né l’ONU né altri organismi multilaterali, ma paesi con regimi dittatoriali o autarchici; i paesi più ricchi del mondo a scapito dei più poveri.

Non chiamatela pace …quando, si sta prospettando un futuro della Palestina, basato sullo sfruttamento economico delle sue terre e persone

Non chiamatela pace …quando,  l’altro territorio della Palestina, la Cisgiordania,  è “silenziosamente” invasa dai coloni israeliani e i legittimi abitanti vengono uccisi. Di tutto ciò nell’accordo non se ne fa cenno.

Non chiamatela pace quando “non è pace se non è una pace giusta”!... senza il chiaro riconoscimento dello Stato di Palestina, senza la loro partecipazione nel “Governo di transizione”; un modello di pace che nelle modalità e nella sostanza, rischia di essere replicata presto anche in Ucraina

E allora…chiamiamola come vogliamo: tregua, cessate il fuoco, resa, interruzione, transizione, ma non chiamiamola “pace”…perché “non c’è pace senza giustizia”… questo vale per Israele, Palestina e Ucraina.

E riprendiamo, per quanto è possibile, a lavorare e manifestare per il ripristino della democrazia in Israele, per il riconoscimento della Palestina, per la realizzazione di 2 stati e due popoli…solo allora sì…potremo parlare di pace…non ora!

1800 Caratteri rimanenti