Seguici su: Facebook  Instagram  YouTube

letta monzaLe elezioni dello scorso 25 settembre sono state uno spartiacque, un terremoto politico che noi nel Partito Democratico ci aspettavamo da tempo.

Per me il mio Partito è sempre stato un enorme contenitore di idee e di correnti diverse, ma accumunate dal sentimento di contrasto verso la Destra.
Ma può bastare?


Ma che Paese vogliamo e raccontiamo per il futuro? Forse è la prima risposta a cui siamo chiamati a rispondere.

Lo sfruttamento del lavoro, i giovani, la crisi climatica, i diritti e l’idea dell’Italia che abbiamo. Su questi temi così fondamentali spesso è mancato coraggio e ambizione.
Così come è mancato l’investimento sulle persone e sui territori.

Arrivare nel PD con energie e desideri spesso non basta. E il desiderio di sperimentare, magari anche sbagliando, si perde nella fatica di convincere chi ha già speso le proprie energie dal tempo dei DS, della Margherita e dell’Ulivo, e che ormai è rassegnato all’idea che non cambi mai nulla.

Nel peggiore dei casi poi incontri anche chi sostiene che è meglio essere passivi o approfittatori nel momento giusto, perché “è l’unico modo per restare a galla”.

Ecco, io non voglio restare a galla.

E nemmeno essere definita “troppo giovane”, anche se vivo da sola, mi mantengo e lavoro da quasi 10 anni.

Forse sono solo troppo giovane per rassegnarmi che il futuro non può essere cambiato. Che ci sono dei temi prioritari su cui investire con coraggio e che dobbiamo farlo investendo a partire dalle nostre comunità politiche, valorizzando le differenze generazionali.

E avere l’ambizione di rappresentare gli italiani e le italiane, in particolare le tantissime persone che si sono astenute, visto che sono state le elezioni politiche meno partecipate della storia della Repubblica. Ed è questo in fondo il dato più preoccupante.

Dobbiamo ripartire con più ambizione sui diritti e sull’uguaglianza. A partire dalla constatazione che non è più accettabile che se sei un maschio, bianco, etero puoi avere una vita migliore di altri.

Dobbiamo costruire una società inclusiva, dare gli strumenti a tutti per capire e accogliere il diverso, ma anche per costruirsi le stesse potenzialità per il futuro. Per i giovani che hanno meno strumenti e che partono da zero per costruirsi un’indipendenza. Inclusiva anche e soprattutto per tutti i cittadini stranieri e le cittadine straniere che non sono effettivamente consideratə tali dalle Istituzioni.

Dobbiamo avere coraggio per affrontare la crisi climatica, con una legge vincolante sul consumo di suolo e sul clima, prevedendo seri investimenti sulle infrastrutture sul trasporto pubblico, soprattutto nel sud Italia.

Dobbiamo stabilire uno stipendio minimo orario e lottare contro lo sfruttamento del lavoro nero, con un mondo del lavoro che non è interfaccia solo degli imprenditori ma che rispecchia i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

Il Partito Democratico non può esser quel fidanzato tossico che ogni volta dici di voler lasciare, aspettando che cambi. Poi non cambia e tu continui comunque testardamente a rimanerci insieme. Dicendo che cambierà.

Agitiamoci, ribelliamoci e sovvertiamo questo status quo. Entriamo in politica, rompiamo le scatole, candidiamoci e cerchiamo di rendere questo Paese un posto all’altezza dei sogni che abbiamo.

1800 Caratteri rimanenti


Utilizziamo i cookie per migliorare l'utilizzo del sito. Se continui a leggere dichiari di aver capito. Va bene?