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lavoro 2Ho apprezzato i toni ed i contenuti della Direzione Nazionale sul tema del Jobs Act, anche se mi associo a coloro che sostengono che un argomento di questa importanza doveva essere preparato meglio, con una discussione più approfondita ed interna al Partito, non con una polemica sui media confusa e dai toni irritanti.

Mi è piaciuto particolarmente l'intervento di Giuliano Poletti, al punto che, secondo me, il Segretario avrebbe benissimo potuto lasciare a lui la presentazione della legge. Io penso che una eccessiva esposizione del Segretario provochi una grande diffidenza e preoccupazione in molti di noi che hanno sempre combattuto la personalizzazione berlusconiana della politica.

La riaffermazione che siamo una Ditta in nome collettivo e non una Partita Iva individuale mi sembra sempre importante.

Ciò detto, mi schiero a favore della proposta uscita dalla Direzione nazionale.

Ecco gli elementi che ho considerato:

Filippo Taddei a Desio: Una riforma del mercato del lavoro non crea di per sé nuovo lavoro ma può determinare la qualità del lavoro, cosa di cui l'Italia ha estremamente bisogno

Giuliano Poletti alla Direzione Nazionale: "Hanno chiuso il 20% delle imprese. Fatevi una domanda: come diavolo facciamo noi a recuperare i consumi, il reddito, l'occupazione se non crescono le imprese ?" "Perché l'impresa possa crescere bisogna che gli riduciamo il livello di rischiosità, perché il livello di incertezza è un fattore che allontana l'impresa dall'Italia. Questo è il fondamento del nostro ragionamento !"

• Ancora Giuliano Poletti alla Direzione Nazionale: "Cosa c'è dentro la Delega ? C'è la riforma degli ammortizzatori sociali e la loro estensione. C'è il tema dei servizi delle politiche attive del lavoro." "L'operazione sarà difficile perché in questo paese abbiamo costruito più o meno consapevolmente un nesso tra lavoro e posto di lavoro che è diventato tossico. Noi siamo in grande difficoltà a dire ad un lavoratore: la tua azienda non c'è più e tu vai in mobilità ma non hai più il rapporto con l'impresa; perché quell'impresa non c'è più ! Noi abbiamo delle imprese che non ci sono più da 7 anni e abbiamo ancora della gente che sembra lavori ancora per quell'impresa lì ! Ma può essere utile un impianto come questo ?"

• Sull'Articolo 18, il documento uscito dalla Direzione Nazionale prevede la tutela dei lavoratori nei casi di licenziamento per ragioni discriminatorie e disciplinari: punti a mio parere irrinunciabii che, infatti, sono stati accolti !

• Ancora sull'Articolo 18, una parte maggioritaria del mercato del lavoro non gode oggi delle tutele dell'articolo 18 e anzi non gode di tutele tout court.

Detto che l'articolo 18 rimarrà per coloro che oggi ne hanno diritto, se una di queste persone venisse licenziata, che probabilità avrebbe di rientrare in una posizione ancora tutelata dall'articolo 18 ? Credo molto bassa. Rischierebbe quindi di rientrare in una posizione quasi totalmente priva di tutele. E' questo che vogliamo ?

• Quando citiamo le posizioni di economisti come Stiglitz o Krugman contro le politiche di austerità (cosa sacrosanta !), siamo proprio sicuri che questi economisti appoggerebbero un mercato del lavoro come quello italiano ? Provate a proporre al mondo accademico americano una teoria in cui le imprese non possano crescere o calare dal punto di vista occupazionale in base all'andamento economico !

Filippo Taddei a Desio: L'Europa aspetta che noi onoriamo i nostri impegni. Draghi ha detto chiaramente che la politica monetaria da sola senza una politica di bilancio espansiva non funziona. E la politica di bilancio espansiva dovrà essere realizzata a livello europeo dal piano Junker; l'Italia da sola non ha certo la forza di avviare una politica economica espansiva. L'Italia ha però il compito di affrontare i suoi problemi specifici realizzando riforme strutturali, come quella del mercato del lavoro.

Per concludere, è chiaro che il voto della Direzione Nazionale non è un punto di arrivo ma solo un punto di partenza. Non per stravolgere quanto deciso a larghissima maggioranza, ma per spiegare, ascoltare le obiezioni e preparare i provvedimenti attuativi della Delega.

Potrebbe quindi essere utile predisporre strumenti di ascolto e anche di consultazione del parere dei nostri iscritti e simpatizzanti, come supporto al percorso di attuazione della Delega.

 

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