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VeltroniPubblichiamo la lettera che Walter Veltroni ha inviato, lo scorso 7 dicembre, ad Ezio Mauro, direttore del quaotidiano "La Repubblica" a commento e analisi dei fatti di cronaca giudiziaria che hanno coinvolto l'amministrazione di Roma e che hanno toccato anche alcuni esponenti del partito Democratico.

Caro Direttore,
non voglio girarci intorno: sono passati sette anni da quando Luca Odevaine ha cessato il suo lavoro al Campidoglio, tuttavia per tutti noi, che, fino ad allora, lo abbiamo conosciuto e abbiamo lavorato con lui é stato uno choc angoscioso e sconcertante sapere del suo arresto e del suo coinvolgimento negli anni successivi in una storia terribile di intreccio tra criminalità, politica e affari che la magistratura romana ha con grande merito disvelato.

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corona ferreaI tesori delle fiabe sono ben nascosti e solo audaci cavalieri riescono a scoprirli: venerdì scorso è bastato andare nel chiostrino del Duomo e scendere alcuni gradini per trovare - o riscoprire - il Museo e il Tesoro del Duomo di Monza, un tesoro di architettura, arte e storia unico al mondo. 

Asiago distrutta

In questi giorni di celebrazione dei 100 anni dall’ inizio della Grande Guerra, sono andato a rileggermi il diario che papà Umberto ci ha lasciato, ricostruendo gli avvenimenti grazie alla sua memoria eccezionale. Forse la prima volta l’avevo letto in modo frettoloso, ma mi sono stupito di trovare una prosa scorrevole ed efficace . Sono gli occhi di un bambino che vedono tutto attorno accadere cose molto più grandi di quelle del piccolo mondo di un paesino di montagna, dove la vita era ancora grama – vedi l’episodio dei fondi di caffè - che diventa improvvisamente uno dei teatri più cruenti della guerra.

images 1Muro di Berlino, 13 agosto 1986. Venticinquennale della costruzione di un mostro. Più di 155 kilometri di cemento e filo spinato. 302 torri di guardia. 3 punti di attraversamento o checkpoint che dir si voglia – Alpha, Bravo e Charlie. Poi guardie, armi automatiche, medaglie al valore, morti.

preferenzeGli uomini non cambiano: era il titolo di una famosa canzone cantata da Mia Martini qualche lustro fa. Ma, leggendo un illuminante articolo di Gian Antonio Stella pubblicato sul Corriere di domenica scorsa, vien da dire che invece cambiano eccome, specie sull’idea della legge elettorale, e, soprattutto - occorre purtroppo dirlo - a seconda delle stagioni e delle convenienze personali e di partito.

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La causa principale del problema del lavoro sta nel progresso tecnologico. Assisteremo a una grande ulteriore contrazione del lavoro dipendente e a un grande aumento di attività indipendenti, più rispondenti alle vocazioni delle singole persone, al limite tra lavoro e svago.

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PD Lombardia

In questo mese il Pd della Lombardia ha attivato un percorso di discussione riguardo all’idea di partito e quali saranno le modalità democratiche e organizzative necessarie per il futuro. Il Pd monzese ha convocato due Assembleee cittadine con un lavoro di gruppi per permettere il massimo dei contributi sia sulle questioni generali che locali. Di questo importante lavoro  riporteremo una sintesi nei prossimi articoli del sito.

lavoro 2Ho apprezzato i toni ed i contenuti della Direzione Nazionale sul tema del Jobs Act, anche se mi associo a coloro che sostengono che un argomento di questa importanza doveva essere preparato meglio, con una discussione più approfondita ed interna al Partito, non con una polemica sui media confusa e dai toni irritanti.

articolo 18Rispondo all’articolo dell’amico e collega nel Forum Economia e Lavoro, nonché nella Direzione Provinciale, Marco Addivinola, apparso recentemente nella rubrica “opinioni”, ed in particolare al suo esempio, formulato a sostegno della sua posizione nei confronti dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori.

LavoroLa discussione sul Jobs Act che si sta consumando in questi giorni sui giornali e su internet ci lascia alquanto perplessi. Il tema dell'articolo 18 tiene banco e sembra essere l'unico argomento in gioco, ma si tratta invece del tipico caso in cui si guarda al dito anziché alla luna.

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