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cherubina bertolaIl Decreto Salvini, tra le altre misure “propaganda”, impone un taglio alla copertura dei costi dell’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale.

Il costo giornaliero che sarà previsto da oggi, quindi, oltre a causare il taglio di voci indispensabili alla effettiva sicurezza delle nostre comunità cittadine (come l’insegnamento della lingua italiana, le informazioni sulla normativa e sulle regole che uno straniero deve seguire, l’assistenza sanitaria che garantisce la salute PUBBLICA, eccetera), favorisce quei gestori che metteranno a disposizione strutture molto numerose, con numeri di accolti che saranno sempre più spesso dalle 50 alle 300 persone.

Davvero un bel risultato!

Cosa diranno e come reagiranno quelle Amministrazioni Comunali che, giustamente, si sono opposte negli anni scorsi agli insediamenti che prevedevano presenze così massicce e non rispettavano il modello dell’accoglienza diffusa, l’unico modello che garantiva controllo, sicurezza per tutti i cittadini e corretta e dignitosa accoglienza, rispettosa delle regole di convivenza e delle usanze di vita dei nostri territori, nonché attiva per un’integrazione concreta ed efficace per tutti?

Perché questo accadrà: saranno favoriti gli insediamenti numerosi, gestiti da soggetti che avranno l’onere di garantire soltanto vitto, alloggio, pulizia (ma come, non dovevano pensarci i migranti, prima?) e beni di prima necessità. Nessuna copertura per garantire che le persone accolte non siano solo un “peso” per le comunità, ma possano trasformarsi, almeno per il tempo della permanenza nei territori, in possibili “risorse” per il bene comune, in possibili interlocutori per condividere diritti, doveri, oneri ed onori dell’accoglienza.
Nella nostra città, l’attuale Amministrazione ha fondato la propria campagna elettorale sulla “vergogna” di Via Asiago, sin dall’inizio disposta dalla Prefettura e contestata e contrastata dalla Giunta Scanagatti, e solo qualche mese fa superata dalla diminuzione dei numeri degli arrivi e non certo dalle azioni (nulle) dell’attuale governo cittadino.

Come potrà oggi la Giunta cittadina contrastare e contestare le possibili Via Asiago, che il ministro dell’Interno tanto fortemente vuole e sostiene economicamente?
Il silenzio di Allevi e degli assessori di riferimento (o forse solo dell’assessore alla sicurezza, peraltro, perché la questione migranti per questa giunta è una mera questione di sicurezza…) è davvero assordante! Nessuna preoccupazione? Tutto bene? Siamo pronti ad una, cento, mille Via Asiago? Bravi! Questa è la cura del bene dei cittadini monzesi! Una grande prospettiva! Davvero!

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