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zohranmamdamiParafrasando una celebre canzone di Lucio Dalla: “Attenti al Lupo”, sarà bene per la sinistra italiana non ricadere nel periodico vizietto italico di attaccarsi al mito di turno magari usando “il copia e incolla” nella stesura dei programmi.

L’elezione a Sindaco di New York ha infatti messo automaticamente in moto nella nostra (messa malino) sinistra “del campo largo”, una rincorsa a chi più è Mamdami dell’altro. 

In tempi bui e perdenti dei Trump e della Meloni, come non trovare “un orgasmo multiplo” (con avvitamento) per uno di 34 anni e cioè: giovane, immigrato, mussulmano, con una famiglia che la nostra destra definirebbe della “sinistra dei salotti” e “dulcis in fundo” pure socialista!

Come non ritrovare entusiasmo,  per chi come Zohran  ha vinto le elezioni con un programma che noi “teniamo nel cassetto dei nostri sogni”: tassazione dei redditi più elevati, gratuità del trasporto pubblico, lotta ai cambiamenti climatici e, ancora di più, aumento del salario minimo, asili nido gratuiti, prezzi calmierati nei supermercati etc etc. ( Dario Fo e Jannacci  andrebbero avanti con… la casa, il cascinale, la mucca, il violino, la scatola di kaki, la radio a transistor, i dischi di Little Tony, la moglie!).

Cosa volere di più?

Curioso però il fatto che il tornado Zohran ha oscurato completamente l’attenzione dalle altre vittorie. Negli stessi giorni, i Democratici, che in Virginia avevano perso il governatorato nel 2021, con la centrista Abigail Spanberger, hanno ottenuto il miglior risultato degli ultimi decenni. Nel New Jersey ha fatto eco l’elezione a procuratore generale dello stato, del candidato democratico. I sondaggi della vigilia indicavano un testa a testa, ma la vittoria della democratica Mikie Sherril è stata larga. In entrambi i casi, i risultati hanno superato di diversi punti quelli ottenuti da Kamala Harris nel 2024.

 

E allora come la mettiamo? Che si fa adesso “noi del campo largo”’ più a sinistra o più al centro? A quali miti fare riferimento?

Nella storia del centrosinistra italiano, la “tradizione” di riferirsi e cercare di volta in volta di emulare i “miti di turno” è un gioco che ha lunga data.

Cercandoli nell’America latina in primis, con Fidel, il Che, il Comandante Marcos, Ortega, Allende, Lula…e sappiamo com’è andata a finire…perfino i dittatori Chaves e Maduro, hanno avuto, per una certa sinistra, la loro santificazione.

In Europa con il mito di Zapatero, Tsipras, Blair e Macron e anche in questi casi non è andata così bene come speravamo….

In Italia, continuiamo a “guardarci indietro” e siamo tutt’ora disperatamente attaccati come lo scotch ai miti di Enrico Berlinguer e Aldo Moro...che di certo, con quello che passa la politica oggi, sono destinati per anni a fare un bel figurone.

Banale riflessione conclusiva: va bene “guardarsi intorno” e trarre buoni spunti ma il cercare altrove la soluzione ai nostri di problemi, non è mai stata una buona idea.

Ogni paese, ogni realtà, ogni situazione, ogni storia, ogni condizione è diversa dall’altra e quindi sta a noi a “casa nostra”, progettare un programma condiviso e individuare chi è più in grado di rappresentarlo e condurlo.

Da qui non si scappa…non c’è Zohran che tenga!

Edoardo Melzi
Sono convinto che non si debba mitizzare Zohran Mamdani ma è altrettanto vero che la sua straordinaria vittoria va analizzata attentamente da parte di una sinistra italiana che ha nella comunicazione il suo punto debole. Zohran sa parlare alle persone con un'efficacia estrema e con un'empatia sorprendente! Difficile trovare in Italia abilità simili. A destra preferisco stendere un velo pietoso e a sinistra prevale un moderatismo insipido che non incide e non convince!

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