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made in brianza0 –  introduzione - le radici del design

 Sono notizia di oggi, 26 Settembre 2025, i nuovi dazi emanati dal Presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, che, come raccontato in un precedente articolo, detiene questo potere a livello emergenziale, ovvero: qualora ravvisasse i presupposti per una situazione di emergenza nazionale, può stabilire dei dazi (emergenziali) di una durata limitata a 30 giorni, entro i quali, il Congresso deve esaminare il “fascicolo” e convertire in legge federale o meno quanto stabilito dal Presidente.

I nuovi dazi riguardano da vicino il tessuto produttivo bianzolo in quanto si abbattono sul settore del legno&arredo; sono: 50% sui mobili per cucina, bagno e correlati, 30% su divani e poltrone. Non sarà che è geloso del fatto che il tavolo ovale bianco del Cremlino che vediamo spesso in vari servizi tv lo hanno fatto i brianzoli?

Battute a parte, la questione, se pur emergenziale ed avente un obsolescenza limitata nel tempo, è seria: il prurito statunitense entrerà in vigore il 1° di Ottobre e rimarrà attivo almeno per tutto il mese; periodo che per l'industria del mobile è l'ultimo disponibile per accaparrarsi commesse da evadere entro fine anno, ovvero, dal punto di vista fiscale, da inserire nel bilancio 2025: sulla base delle oscillazioni che caratterizzano il mercato del mobile, ciò si traduce per molti addetti ai lavori, nella possibilità di proseguire l'attività nell'anno successivo o, quanto meno, di poter accedere alle linee di credito bancario, fondamentali per il sostegno delle attività.

Vi è poi un aspetto che, per i non addetti, è piuttosto sconosciuto: durante la settimana del Salone del Mobile, si vede e si sente parlare dei grandi Brand, per lo più “made in brianza”, del loro concetto di design che verrà, dell'avanguardia dei prodotti, della progettualità e di tutte quelle politiche di sostenibilità legate alla transizione ecologica; ciò che molti non sanno è che dietro ad ogni marchio che esporta il Made in Brianza su tutto il pianeta, vi è un numero spropositato di terzisti che rappresentano – senza nulla togliere alle firme del Design – il vero cuore del prodotto: si sta parlando di centinaia di piccole aziende (attorno ai 10 dipendenti) che, sulla base di un intuito frutto del back-ground culturale e dell'intuizione che ne scaturisce, investono circa il 90% della loro energia nel realizzare un unico prodotto, una particolare finitura, un nuovo mix di materiali e lavorazioni che viene inserito nel catalogo delle aziende che portano la nostra bandiera ovunque ci sia sensibilità per il Design. Si sta parlando di artigianato puro: di tutte quelle donne e uomini che, sparsi per il territorio, hanno una connessione unica ed inimitabile, derivata da un elemento culturare peculiare della Brianza: la capacità di cogliere aspetti come bellezza, armonia, equilibrio e funzionalità; in una parola: il Design.

Ma, dove e quando sono nati i mobili?

Durante l'occupazione francese, un giovane generale, nipote di Napoleone, era di stanza con le sue truppe proprio in un allora piccolo paese ai piedi della brianza, confinante con Monza: colpito dalle capacità dei primi artigiani del legno, chiese la realizzazione un letto che si potesse montare, smontare così da poter essere trasportato agevolmente e rimontare altrove; il tutto per più volte. Nacque il primo letto “mobile”, aggettivo dal quale presero il nome tutti quegli oggetti realizzati in legno che popolano le case di tutti. Sua altezza reale, Napoleone 3°, non esitò nel raccontare ed esibire la sua idea, magistralmente realizzata, all'allora nobiltà di Milano che però, per rango, non si spingeva e non s'interfacciava al di fuori della propria cerchia d'esistenza ma se Maometto non va alla montagna, sono stati i primi artigiani lissonesi a portare fisicamente a Milano i loro manufatti, con cadenza annuale: la prima settimana di Aprile di ogni anno, spontaneamente e senza burocrazia che esistesse, i mobili brianzoli vennero esposti in Piazza Cadorna, così da poter ricevere direttamente ordini e commesse da quella nobilità (ed eredi) che fu affascinata dal lertto del Generale francese.

Oggi, la prima settimana di aprie, da anni, si svolge il Salone Internazionale dell'Arredo e del Design che richiama addetti e curiosi da tutto il pianeta.

Il design mondiale iniziò dai territori, dall'ingegno, da un'idea e dalle capacità che profumano di lavoro, per andare a porsi bandiera su tutto il globo terreste: oggi, i grandi brand hanno flagship in ogni continente ed in moltissime capitali e grandi città.

Dal territorio al Mondo intero, questo è il Design Made in Brianza.

 

1 - I numeri della Lombardia e la tutela Europea

È la Lombardia a guadagnarsi la prima posizione, fra le regioni italiane, per il legno-arredo, in termini di fatturato, export, numero di imprese e addetti anche nel settore arredo. Il suo fatturato ammonta a 10,8 miliardi di euro, divisi tra legno (3,9 miliardi) e arredo (6,9 miliardi). Le imprese sono poco più di 8.600 di cui oltre 4.600 dell’arredo (54%) e quasi 4.000 nel legno (46%), mentre gli addetti sono più di 53.000, di cui quasi 33.000 nell’arredo e poco più di 20.000 per il legno. Per quanto riguarda l’export, nonostante un rallentamento (-2% rispetto al 2022) la Lombardia è anche la prima regione (con una quota pari al 30% del totale) per valore esportato della filiera: 4,9 miliardi di euro nel 2023 di cui quasi 4,3 miliardi di euro per l’arredo (87% del totale). Il saldo commerciale risulta nettamente positivo (poco meno di 2,8 miliardi di euro). Il 61% del fatturato alla produzione di mobili in Lombardia è destinato all’export (3,4 miliardi di euro nel 2023, in lieve calo, (-1,9% rispetto al 2022) arrivando a toccare più di 180 Paesi. La Francia, con una crescita del 3,3% sul 2022, torna ad essere la prima destinazione dei mobili mentre gli Stati Uniti (prima destinazione extra UE) scendono al secondo posto e segnano un -9,7%, mentre la Germania al terzo, registra -3,3%. Andamenti molto positivi verso Regno Unito (+14,9%) ed Emirati Arabi Uniti (+28,2%) e, fuori dalle principali destinazioni, Arabia Saudita (+20,8%) in 13esima posizione e India (+16,3%) al 21esimo posto. Il calo più significativo, tra le principali destinazioni, si è avuto verso la Cina (-13,3%); dalla Lombardia arriva in Cina il 52% delle esportazioni di mobili italiani. Anche il Giappone, al 12esimo posto fa -18,9% rispetto al 2022.

Nella produzione di mobili è la provincia di Monza e Brianza ad avere il primato, con 1.325 aziende, 9.879 addetti e un fatturato di circa 2,2 miliardi di euro. È la provincia che presenta il maggior numero di imprese d’Italia dedicate al settore e copre il 40% del fatturato totale della filiera regionale con circa 1.750 imprese e quasi 12.400 addetti. Per quanto riguarda i flussi commerciali, si sottolinea come Monza e Brianza sia di gran lunga la provincia lombarda con il più alto valore di esportazioni di arredi, oltre 1,2 miliardi di euro nel 2023 e un saldo commerciale pari a 1,1 miliardi di euro. Nonostante un calo del 16,3% rispetto al 2022 gli Stati Uniti si confermano il primo mercato. A seguire la Francia che, con un +7,8% sul 2022, nel 2023 supera la Cina e diventa il secondo mercato. Al terzo posto la Cina nonostante una flessione del 13,4%. Andamenti in aumento verso Regno Unito (+14,5%) ed Emirati Arabi Uniti (+26,1%) che entrano nella top ten. La Corea del Sud (+39%) guadagna una posizione e sale al tredicesimo posto.
Como è la seconda provincia per export di mobili con un valore di 786 milioni di euro, un fatturato pari a 1,2 miliardi di euro, 865 le imprese, 6.583 gli addetti.

Milano, a livello di Filiera Legno-Arredo è la seconda provincia dietro Monza e Brianza, con un fatturato di 2,3 miliardi, 1.673 imprese e 9.603 addetti. Mentre per il settore mobili risulta terza con un fatturato di 909 milioni di euro.
Leccoè la provincia lombarda che nel 2023 ha registrato la crescita più consistente nell’arredo (+20,8%), che per i mobili diventa addirittura un + 22,7%. La Germania diventa il primo mercato per la provincia con un +56%, la Franca seconda con 10 milioni di euro e un +15,9%.

Nella sua storia secolare fatta di innovazione, sviluppo, sfide e imprese ma soprattutto di tanto e tanto lavoro che non si vede, il mondo del legno ha conosciuto un ente sovranazionale che da Bruxelles scande e tutela i prodotti capillarmente sul nostro territorio: l'Unione Europea ha, da tempo, messo in campo una strategia comune volta a tutelare, promuovere ed incentivare l'industria del legno: due provvedimenti su tutti: la certificazione F.S.C (nazionale ma che si rifà a trattati internazionali) e la classificazione sui semilavorati.

La F.S.C. (Forest Stewardship Council) descive gli elementi essenziali o le regole per una gestione forestale rispettosa dal punto di vista ambientale, benefica a livello sociale ed economicamente efficace. Ci sono dieci principi che stabiliscono questa visione; ogni principio è supportato da criteri che forniscono un mezzo per giudicare se il principio è stato soddisfatto nella pratica.

I Principi e Criteri F.S.C. sono stati pubblicati per la prima volta nel 1994 e sono stati successivamente modificati nel 1996, 1999 e 2001. Una revisione completa è iniziata nel 2009, portando dei significativi cambiamenti al testo - anche se la sostanza rimane inalterata - dei Principi e Criteri proposti nel 2011. La votazione della nuova versione, chiusa il 12 gennaio 2012, ha portato all’ approvazione dei Principi e Criteri (FSC-STD-01-001 V5-0 D5-0 EN), ora alla 5° versione. Tutti i dieci Principi e Criteri devono essere applicati in qualsiasi unità di gestione forestale prima che questa possa ricevere la certificazione FSC, sono validi in tutto il mondo per diverse aree forestali ed ecosistemi, così come per diversi ambiti culturali, politici e legali. Questo significa che non sono specifici per nessun Paese o Regione.

Per quanto riguarda questa certificazione esiste al suo fianco la P.F.S.C. Che è un'associaizone no-profit che vigila, controlla e tutela lo stato di salute dei boschi e delle foreste dai quali viene estratto il legname per la filiera dell'industria del legno.

Per quanto riguarda la classificazione europea sui semilavorati in legno, il riferimento normativa è la marcatura CE: è un obbligo per i prodotti da costruzione o per usi strutturali, stabilito dal Regolamento (UE) n.305/2011.I produttori devono garantire la conformità del prodotto ai requisiti essenziali europei, documentando le prestazioni attraverso un fascicolo tecnico e una dichiarazione di prestazione. La procedura prevede l'esecuzione di test, il controllo della produzione e l'apposizione dell'etichetta CE sul prodotto, ma il coinvolgimento di un Organismo Notificato può essere necessario a seconda del tipo di prodotto e della sua classe di prestazione.
Scendendo nel particolare per il famoso truciolare, tale classificazione esprime i criteri di proporzione tra la parte in legno (pioppo) e la parte chimica di formaldeide (colla) necessaria per agglomerare il tutto: brevemente, ormai tutte le aziende che realizzano pannelli semilavorati in legno (truciolare, MDF e nobilitato) rientrano nella 1° fascia, la E1: Emission 1, ovvero bassissima emissione di formaldeide.

Infine, vi è da sottolineare che moltissime se non tutte le gradi azende del mobile devolvono parte dei loro proventi a fondazioni che svolgono attività di piantumazione nei boschi di tutto il nord Italia.

Questi dati tecnici non fanno atro che avvalorare la bontà del prodotto Made in Brianza, a fronte dei quali, l'unico motivo rimanente per imporre dazi è un vero e proprio deliberato attacco al nostro settore manifatturiero.


2- nuovi dazi? Parliamone.

La nostra terra profuma di legno, i nostri vestiti sono ricolmi di segatura, le nostre mani pervase dai segni della nostra tradizione, le nostre dita tagliate dalle distrazioni di un mondo che è in continua evoluzione e che ci presenta ogni giorno nuove sfide: dai desiderata di una clientela sempre più variegata ed esigente alla consapevolezza che canoni di bellezza e concetti di armonia ed equilibrio, essendo estremamente soggettivi, determinano sempre nuove progettualità ma soprattutto la capacità di capire e comprendere le persone che abbiamo di fornte, le loro volontà, il momento particolare che attraversano nel costruire una casa ed una famiglia, i loro timori nella “confusione” di un mercato che si amplia sempre di più di attori e speculatori.

D'altro canto ci sono gli addetti ai lavori che, a loro volta, sono persone, padri, madri, genitori, mogli, mariti ed ambiziosi sognatori di una vita dignitosamente umile: eroi che si alzano ogni giorno all'alba e portano sulle spalle la paura di cadere che pesa sempre meno della forza del proprio volere; imprenditori, impiegati, operai specializzati e tutte e tutti coloro i quali vivono il mondo dell'arredo, in questa terra che tanto viene tacciata di chiusura, individualismo ed isolamento, portano con se un elemento di unione imprescindibile da tutto: in Brianza è vietato dire “non ce la faccio” e non esiste a dizionario la parola “impossibile”.

Da quel letto mobile alle grandi opere di designer ed artigiani incantati, non ci siamo mai tirati indietro alle difficoltà, alle spese di una vita e agli attacchi di speculatori, finanziari o presunti tali, che intendono inficiare un qualcosa che è per sua natura inimitabile.
Oggi, la notizia dei dazi sembrerebbe che faccia tremare la terra sotto i nostri piedi ma, in realtà, essa trema da tempo sotto i piedi di chi, da oltre oceano, pensa di corrodere o distruggere il nostro mondo, spaventato da un sistema sovranazionale che tutela i territori e, dai territori, intimorito della loro (nostra) capacità di reinventarsi e rimettersi in gioco, in un moto d'evoluizione e rivoluzione che sostiene l'eccellenza delle nostre manifatture, le quali non conoscono dazi e confini, arrivando nelle case di tutti ed alle stanze dei bottoni del potere, arredandole con stile, eleganza e raffinatezze che chi oggi ci insulta con dando sfogo ai suoi pruriti daziali, non è in grado di comprenderne la potenza: caro Presidente, metti pure i tuoi dazi.

Per la nostra storia, per il nostro slancio imprenditoriale e per la nostra sensibilità degli altrui desideri, la risposta sarà sempre e solo una: noi non ci arrenderemo mai!

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