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giovani tristeCari/e lettori/trici, con le successive righe apriamo la stagione della “discussione pubblica” del Partito Democratico di Monza, cercando di introdurre sia benpensanti che malpensanti in una tematica molto attuale ed effervescente”.

L’argomento, proposto nelle successive righe, ha colpito direttamente il fulcro del mio essere umano: il CUORE. Infatti, navigando nella vastità dei social network, il sottoscritto è rimasto disgustato e indignato leggendo, per usare un eufemismo, alcuni commenti rivolti alla fetta giovane della popolazione italiana. Ma, la problematicità della questione non risiede nel fatto che persone adulte, utilizzando turpiloqui poco elevati e saggi, si siano scagliate contro le notizie di cronaca relative a giovani e giovanissimi. La criticità di tale comportamento dimora nell’azione prodotta: mostrare solamente un briciolo di rispetto verso i giovani, che in periodo di pandemia globale, hanno presentato problematiche legate alla salute psicologia e mentale. La maggior parte dei commenti di tali “ADULTI”, evidentemente abbandonati dal raziocinio, hanno constatato il fatto che i giovani dell’era moderna soffrirebbero di presunti malanni psicologici e mentali, arrivando a compiere gesti estremi, senza essere mai andati in guerra o senza aver mai vissuti in situazioni particolari. Quindi, presumo che in ogni persona dotata di buon senso sorga spontaneamente l’interrogativo: davvero un genitore, o un adulto, augurerebbe al proprio figlio di andare o di vivere in una situazione drammatica come potrebbe rappresentare la guerra? Ciò detto, credo che tali “COMMENTI”, volti a colpire la fetta giovanile, siano figli di una mancanza di cultura, di sensibilità, di empatia, che, oramai, l’essere umano ha decisamente preferito sostituire con l’EFIMERATEZZA della VITA

Riportando il parere scientifico dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) il peso globale dei disturbi mentali continua a crescere, con un conseguente impatto sulla salute e sui principali aspetti sociali, umani ed economici in tutti i Paesi del mondo. Tra i principali disturbi mentali è possibile annoverare: depressione, disturbo affettivo bipolare, schizofrenia, demenza, disabilità intellettive e disturbi dello sviluppo. In particolare, l’OMS sottolinea come il 10-20% di bambini e adolescenti soffre di disturbi mentali, tantoché le precarie condizioni neuropsichiatriche sarebbero la principale causa di disabilità nei giovani. Inoltre, dato fortemente sconcertante, la maggior parte delle malattie mentali tendenzialmente potrebbe avviarsi all’età di 14 anni. Secondo gli esperti, qualora tali malattie non fossero trattate precisamente potrebbero influenzare lo sviluppo dei giovani, andando ad intaccare la possibilità di vivere vite soddisfacenti e produttive da adulti. Per tale motivo, auspico che gli ADULTI possano rimanere vicini alla fetta giovane di popolazione, in particolare alla porzione di giovani che sono maggiormente fragili e deboli, presentando problematiche che un/una ragazzo/a giovane non potrebbe mai risolvere in SOLITUDINE. Ricordando il dogma: l’unione fa la forza, quindi quanto sia essenziale, specialmente nei momenti bui di un individuo, cercare di rimanere uniti e alleati per combattere qualsiasi male

Oggigiorno, in Italia vivono circa 8.2 milioni di giovani tra i 12-25 anni, tra i quali, secondo dati ISTAT, circa il 10% proverebbe una sensazione di insoddisfazione rispetto alla vita, alle relazioni amicali o familiari, alla salute personale generale. Di fatto, in Italia sarebbero presenti circa 800.000 adolescenti con problematiche psicologiche o mentali, le quali non devono essere assolutamente trascurabili, in virtù del fatto che in una situazione limite, come una pandemia globale, tali problematiche di salute potrebbero acutizzarsi, portando a una possibile situazione di non ritorno. In sostanza, qualora tali disturbi piscologici e mentali non dovessero essere trattati nella corretta modalità, l’Italia potrebbe mettere una grossa ipoteca sul FUTURO nazionale, perdendo una fetta considerevole delle prossime leve e menti del paese. Ciononostante, per prevenire tali disturbi esistono numerose strategie e/o trattamenti efficaci mirati ad alleviare la sofferenza prodotta, per tale motivo diventerebbe fondamentale l'accesso per tutta la popolazione all'ASSISTENZA SANITARIA e ai SERVIZI SOCIALI

Con l’avvento della situazione pandemica, in Italia circa il 33% degli adolescenti avrebbe manifestato sintomi prettamente riconducibili a una determinata forma di depressione. Secondo lo studio condotto da un’associazione di psicologi italiani, prendendo in considerazione la fetta giovanile tra i 12-19 anni: sarebbero le figure femminili a manifestare sintomi depressivi maggiormente aggressivi, attestandosi intorno al 63%, rispetto alle figure maschili. Inoltre, la ricerca sottolineerebbe il fatto che la principale manifestazione della depressione sarebbe rappresentata dagli stati d’ansia, i quali verrebbero seguiti a stretta distanza da attacchi di panico, perdita di energia e senso di fatica o spossatezza. Inoltre, da evidenziare che giovani e giovanissimi dispongono di una tolleranza eccezionale, ma ciononostante sono inevitabilmente sensibili, per cui assorbono in modo diretto le emozioni che rilevano nell’ambiente circostante, in particolare l’ambito familiare. Tale sensibilità porterebbe i giovani, attraverso un transfer psicologico, a provare o, almeno, ad avvinarsi alle emozioni dei familiari, portando i soggetti in stato di emotività alterata e di forte preoccupazione per la situazione ambientale circostante. In particolare, i giovani sono vittima spesso inapparente dell’assistere a condizioni familiari e sociali inopportune, dovute ad una convivenza che potrebbe provocare un rarefatto clima di incertezza e tensione. Perciò, i soggetti deboli, tra la fetta giovane di popolazione, dal punto di vista psicofisico potrebbero sia essere vittime dirette della violenza che subire le conseguenze indirettamente, soprattutto interpellando le fasi di costruzione individuale, inevitabilmente la mente subisce l’ambiente. Di fatto, tale aspetto educativo forgerebbe gli individui lasciando un’impronta debilitante, la quale di conseguenza avrebbe sicuramente ripercussioni sia nel presente che nel futuro

In conclusione, interrogando direttamente il filosofo settecentesco: Jean-Baptiste Du Bos, tale figura sostenne che l’animo umano fosse particolarmente sollecito a provare EMOZIONI, a provare SENSIBILITÀ, per tale motivo l’uomo avrebbe interiormente la volontà di tendere la mano verso il proprio simile in stato di difficoltà. Perciò, adulti protendente la mano verso i giovani, nonostante non abbiano subito le atrocità e le meschinità della guerra, nonostante non abbiano provato la difficoltà del mondo del lavoro, nonostante tutte le ragioni che potreste presentare, poiché senza i giovani il domani per l’Italia diventerebbe un’incognita. Infine, spero che gli adulti possano pronunciare maggiormente una parola di conforto piuttosto che di accusa verso i giovani, tralasciando tutte le pecche della gioventù.

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