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papa"Tu cerchi lavoro? Vieni, vieni in questa ditta". 11 ore,10 ore di lavoro, 600 euro.

"Ti piace? No? Vattene a casa". Che fare in un mondo che funziona così? Perché c'è la coda, la fila di gente che cerca lavoro: se a te non piace a quell'altro piacerà. E' la fame, la fame ci fa accettare quello che ci danno, il lavoro in nero..... Io potrei chiedere, per fare un esempio, sul personale domestico: quanti uomini e donne che lavorano nel personale domestico hanno il risparmio sociale per la pensione?"

E' l'inizio del discorso che Papa Francesco ha rivolto ai rappresentanti della confederazione delle cooperative italiane lo scorso 28.2.

Dopo lo scandalo delle cooperative che si fanno chiamare "sociali" (!) e ONLUS (senza scopo di lucro!) e che hanno vergognosamente lucrato, non solo sui soldi pubblici, ma sulle persone e sulle persone in grave difficoltà, questa riflessione e l'impegno che prospetta per la cooperazione mi ha riconciliato con un mondo di cui ho condiviso principi, impegno e realizzazione di servizi per le situazioni di fragilità e per la comunità locale.

Papa Francesco invita a guardare avanti con "fantasia creativa" per "globalizzare la solidarietà", per combattere la "cultura dello scarto" coltivata dai poteri economico-finanziari del mondo, dove al centro c'è il dio denaro. E questo invito non è generico,ma si traduce nel suo messaggio in incoraggiamenti concreti:

- le cooperative devono continuare ad essere il motore che solleva e sviluppa la parte più debole delle nostre comunità locali e della società civile.

Di questo non è capace il sentimento . Occorre mettere al primo posto la fondazione di nuove imprese ....Il pensiero corre ai giovani.... alle donne che hanno bisogno e volontà di inserirsi nel mondo del lavoro... e non trascuriamo gli adulti che spesso rimangono prematuramente senza lavoro... Guardiamo anche alle aziende che sono in difficoltà e che invece possono rivivere con le iniziative che voi chiamate "workers buy out", "empresas recuperadas" nella mia lingua,aziende salvate

- essere protagonisti per realizzare nuove soluzioni di welfare, in particolare nel campo della sanità dove tanta gente povera non trova più risposte adeguate....Non un semplice gesto per tranquillizzare il cuore... fare leva sulla sussidiarietà:mettere insieme le forze. A voi il compito di inventare soluzioni pratiche, di far funzionare questa rete nelle situazioni concrete delle vostre comunità locali... per coniugare l'essere impresa e allo stesso tempo non dimenticare che al centro di tutto c'è la persona

-Il rapporto tra economia ,la giustizia sociale, la dignità e il valore della persona. E' noto che un certo liberismo crede che sia necessario prima produrre ricchezza, e non importa come, per poi promuovere qualche politica redistributiva... altri pensano che che sia la stessa impresa a dover elargire le briciole della ricchezza accumulata assolvendo alla cosiddetta "responsabilità sociale".... Il socio della cooperativa deve essere sempre il protagonista, deve crescere come persona, socialmente e professionalmente

- realizzare la conciliazione, o forse meglio, l'armonizzazione tra lavoro e famiglia. Questo è il modo per gestire i beni comuni, quei beni che non devono essere proprietà di pochi e non devono perseguire scopi speculativi

Per fare tutte queste cose ci vuole denaro! "Il denaro è lo sterco del diavolo", il denaro al servizio della vita può essere gestito nel modo giusto dalla cooperativa, se è una cooperativa autentica, vera dove non comanda il capitale sugli uomini magli uomini sul capitale.

Restano aperte, dice Papa Francesco, molte domande: le cooperative partecipano alla globalizzazione come le altre imprese? Esiste un modo originale per affrontare le nuove sfide del mercato globale? Come sviluppare la cooperazione salvaguardando i principi della solidarietà e della giustizia?

Certo, dice da ultimo il Papa, vi sono cooperative cattoliche e cooperative non cattoliche...e proprio attorno a quello che unisce, che è la parte più autentica, più profonda e più vitale che va condivisa, con quelli che non pensano come noi ma vogliono le stesse cose.

Siate creatori, "poeti", avanti!

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