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NigeriaQuanto è distante Baga (Nigeria) da Parigi?...e dopo la solidarietà?

Sono tra coloro che come tanti di voi, ha vissuto per ore le angosce, i drammi, la rabbia e il disorientamento “in diretta TV”, di quello che stava accadendo a Parigi. E’ stato come assistere al racconto di un film ma che invece era pura realtà.

Ad un certo punto della visione, nella striscia scorrevole di Rainews, compare una breve notizia “secondaria” in poche parole. Scorreva a fianco a tante altre di sport e cronaca. Nigeria: Raid Boko Haram, 16 villaggi colpiti – 2000 morti.

Per un po’ ho aspettato ingenuamente che nelle dirette e nei numerosi talk show si parlasse anche di questa ennesima tragedia, così come della guerra dimenticata in Siria o della Libia in fiamme. Niente di tutto questo.

E allora sorge una prima domanda? Quale è il ruolo dell’informazione nel nostro (e non solo) paese?

Non intendo sottovalutare (anzi!) l’importanza e le conseguenze dei tragici “fatti di Parigi” e come sia stata giusta e forte la reazione e la mobilitazione di questi giorni ad un attacco terroristico alla nostra libertà, democrazia e convivenza civile.

Riguardo in particolare a quello che da anni sta accadendo in Medio Oriente e adesso nella nostra Europa, è’ però ora necessario passare dai sentimenti ai ragionamenti,

Quello che è avvenuto a Parigi ci dovrebbe far riflettere riguardo alla evidente mancanza (e schizofrenica) di una “politica estera” dell’Europa, dell’Occidente e dell’Italia.

Due esempi. Si condannano gli atti terroristici qui da noi e l’azione dell’Isis in Medio Oriente e in Africa e nel contemposi mantengono rapporti privilegiati con paesi cosi detti “moderati” come l’ Arabia Saudita e il Quatar in nome del “dio petrolio”; paesi che sono i maggiori finanziatori dell’avanzata dell’Isis e del califfato “in nome del dio Allah”, Isisiprimo “esportatore” di terrore e violenza anche da noi in Europa

Si condannano giustamente gli attentati a Gerusalemme e le stragi a Gaza e nel contempo si mantengono rapporti privilegiati con Israele e non si afferma la possibilità politica dei due stati e due popoli.

Per l’Europa e per il nostro Governo, la politica estera non può continuare ad essere la cenerentola delle nostre politiche . Per difendere libertà e democrazia anche da noi, è’ necessario fare scelte che a volte comportano anche il pagare grandi “prezzi economici” generali e individuali. E’ bene rendere informati e consapevoli i nostri concittadini che fare queste scelte questo significherebbe avere un costo economico anche personale per ognuno di noi.

I fatti di Parigi: mentre sono evidenti il rischio che corre la nostra libertà d’opinione e la nostra democrazia sembra meno evidente, così come in passato (Br da noi – Torri Gemelle negli Usa), che ad ogni atto di violenza terroristica, corrisponde un restringimento degli spazi del nostro convivere civile.

Oggi la maggior parte dei cittadini guarderanno ancor più con sospetto e diffidenza il diverso che siamussulmano, arabo, ebreo, rom, omosessuale. Lo sguardo per loro sarà diverso, perché saranno evocate azioni che vadano a restringere i già pochi spazi di diritti civili e religiosi.

L’equazione arabo uguale terrorista e il triste “sono tutti uguali” è già presente nella propaganda leghista e delle destra nostrana. Così come la “pena di morte” evocata dalla Le Pen, riappare nell’agenda europea dopo che era scomparsa da anni.

Questo significa non capire che i primi ad essere colpiti (ancor prima di noi) sono proprio i milioni di musulmani “pacifici e moderati” che lavorano, pagano le tasse, convivono nei nostri quartieri, hanno i figli con i nostri nelle scuole.

Eppure invece , per i Governo Europei e per il nostro Governo proprio questo dovrebbe essere il momento per scelte politiche coraggiose anche se impopolari.

Scelte che si pongano l’obiettivo di aumentare il “tasso di civiltà, di democrazia e convivenza”. Emanare leggi a favore del diritto al voto, del riconoscimento dei figli, della possibilità di professare le proprie religioni. Fare questo vorrebbe dire “togliere” l’acqua alla sete di violenza degli estremismi e integralismi; vorrebbe dire dare sostegno, forza,voce alla grossa fetta “terra di mezzo” della popolazione migrante che vive molto disorientata quanto sta accadendo.

Questo non significa, sottovalutare i problemi di paura e la mancanza di sicurezza che tali fatti e situazioni ingenerano ed anche in questa direzione è necessario agire.

Non esiste sicurezza senza integrazione, così come non esiste integrazione senza sicurezza.

La principale carta per il nostro futuro, se vogliamo continuare a credere nei valori francesi ed europei dieguaglianza-fraternità-legalità, è quindi proprio in mano all’Europa, ai nostri Governi, alla politica, ad ognuno di noi. Sì anche a noi: alla nostra Amministrazione Comunale, al nostro Pd, alle comunità mussulmane presenti in città, a noi come cittadini monzesi.

Ma di questo intendo ritornare nel prossimo articolo per indicare meglio i “tanti che fare”che sarà necessario agire dai prossimi giorni

Per saperne di più: Articolo Corriere della Sera

 

 

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