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diana de marchiSolare, convincente e preparata, così si è presentata lunedì 3 febbraio agli iscritti e simpatizzanti, Diana De Marchi, venuta a Monza, nella sede del PD di via Arosio, per presentare la sua candidatura alla segreteria regionale.

Una candidatura voluta dal basso, nata dall’esigenza di non arrendersi all’idea di avere un candidato unico alla segreteria regionale che sarebbe stato segno di inerzia mentale.

Diana De Marchi ha esposto i punti forti del suo programma che ruotano attorno alcuni concetti chiave.

Un partito più vicino ai cittadini, che gli interroga sulle questioni fondamentali, una scuola pubblica di qualità (incisiva è stata nel denunciare la politica dei “buoni scuola” della Regione Lombardia), una sanità pubblica che previene e cura, una nuova stagione per i diritti civili, un servizio di trasporto pubblico efficiente.

Una politica attenta, quindi, ai bisogni di tutti.

Efficace è anche il simbolo della sua campagna elettorale, un ponte, proprio  a significare la necessità di un agire verso i cittadini, di avere un partito aperto che dialoghi, che decida con trasparenza.

Molte le domande rivolte a Diana De Marchi al termine della sua esposizione.

Mi limito a ricordarne due.

La prima riguardante l’applicazione della legge 191 sull’interruzione di gravidanza.

Diana De Marchi ha ribadito, con forza, la necessità che la Regione ponga in essere tutto quanto è necessario affinchè la legge sia applicata.

La seconda riguardante la crisi economica.

Diana ha ricordato come la crisi investa anche la Lombardia e il suo modello di sviluppo, che deve essere ripensato, anche per quanto riguarda le infrastrutture, troppo sbilanciate verso la costruzione di nuove strade a scapito di altre infrastrutture più necessarie, come la messa in sicurezza del territorio e l’ammodernamento della rete ferroviaria.

Alla serata era presente anche Pippo Civati.

 

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