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6milaeuro reCosa succede a Monza e attorno al mondo progressista e democratico? Alcune cose. Per agevolare puntualmente una visione panoramica degli accadimenti abbiamo pensato di raccontarvi in pillole la settimana appena trascorsa.
Buona lettura.

Monarchia portami via

6000 euro dei contribuenti monzesi, questo è il costo della manifestazione filo-monarchica organizzata per l'anniversario del regicidio.

Una lettura ripetuta quattro volte in occasione dei 120 anni dalla morte del Savoia che si macchiò del sangue di centinaia di cittadini, monzesi compresi.

A noi sembra assurdo che il Comune di Monza conceda il patrocinio ad eventi del genere, ma d'altronde abbiamo a che fare con l'Assessore Longo, quello che disse "Qui comando io!".

Questa è la Monza della giunta #Allevi, sempre in retromarcia, anche nell'affrontare la propria storia.

Epopea ex Scotti

A mettere ordine è il consigliere Marco Lamperti con un post.

5 luglio: l’Assessore Sassoli su Il Giorno sostiene che non si supereranno i 30 metri, nonostante sul sito del Comune siano ancora oggi pubblicati documenti con rendering da 10 piani (32 metri).

12 luglio: richiedo accesso agli atti per vedere se effettivamente ci siano dei documenti in merito a questa variante.

14 luglio: il dirigente del settore mi risponde che non vi è alcun progetto alternativo depositato. I casermoni son di 10 piani.

16 luglio: l’operatore deposita il famigerato progetto alternativo.

21 luglio: Il Giornale di Monza pubblica dei rendering con palazzine uguali ma di 8 piani.

22 luglio: richiedo un accesso agli atti per capirci meglio.

Sintesi: sembra che l’urbanistica un tanto al chilo continui a farla da padrone. Il problema per il Comune e per l’operatore sono due piani in più o in meno.

Suggerisco a tutti di farsi una bella lezione di gestione urbana e pianificazione territoriale al Politecnico per avere almeno le basi di come si progetta una Città.

Rimane un mistero su come noi dell’opposizione il 5 di luglio potessimo immaginarci progetti alternativi non ancora depositati che non erano nemmeno conosciuti dal Dirigente il 14.

Settembre

 “A settembre vogliamo rilanciare: per questo come segreteria provinciale stiamo lavorando a un programma per il rientro nel quale torniamo a riflettere sul PD e sul mondo che cambia, sulla necessità di aggiornare i nostri strumenti di partecipazione e sui temi a noi più cari”. Parola di Pietro Virtuani.

Il Manifesto generazionale di Nicola Zingaretti

Prima del Covid si ripeteva che l'Italia non è un Paese per giovani, perché troppi erano esclusi dal lavoro e da percorsi formativi e per gli stipendi bassi.

Oggi la situazione è ancora più drammatica. Sono le nostre ragazze e i nostri ragazzi che rischiano di pagare più di tutti le conseguenze economiche della crisi sanitaria.

Non è un caso che la grande vittoria italiana ed europea del Recovery Fund si chiami “Next Generation Eu”: il protagonismo e le idee delle nuove generazioni sono la più importante missione di questo tempo. Soprattutto per un Paese come l’Italia. Per questo proponiamo un #PattoGiovani

1. Rendere gratuite tutte le spese sostenute nei primi 1.000 giorni di vita dei bambini.
2. Portare l’investimento sull’istruzione dal 3,6% al 5% del PIL nei prossimi 4 anni.
3. Azzerare i costi dell’istruzione dal nido all’università per le famiglie con redditi medio/bassi.
4. Bonus per garantire le connessioni digitali in tutte le case.
5. Introduzione di un nuovo sistema di valutazione per scuola e università.
6. Elenchi nazionali di laureati in materie tecniche da cui la PA può attingere per assumere giovani professionisti con contratti di almeno 5 anni.
7. Potenziamento della formazione per competenze tecnologiche e digitali.
8. Più ricerca e innovazione.
9. Tecnologie green per creare nuovo lavoro e sviluppo sostenibile.
10. Sostegno economico per i giovani per garantire il diritto alla casa e facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro con stipendi più alti.

 È una grande battaglia politica e culturale per cambiare l’Italia.

 

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