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unitàCara Unità,

Ho deciso di scrivere questa lettera perché appartengo al Partito Democratico. Perchè sono di sinistra. Ma soprattutto perchè sono una donna. E spero che le altre donne del Pd sottoscrivano questa lettera e che il nostro grido arrivi nelle stanze di potere, in quel Parlamento che troppo spesso ci umilia e ci rilega a figurine patetiche.

 Da pubblicità porno patinata… Sono stufa e ho voglia di gridare il mio sdegno e la mia delusione per una politica che meglio di ogni altra parte della società italiana rappresenta il medioevo della nostra cultura in termini di pari opportunità, di diritti civili, di rispetto.

Perché mi dispiace che la visione cosi becera, medioevale, sessista arrivi anche da una parte politica in cui mi sono sempre ritrovata, che ho scelto come la mia casa. La triste uscita porno-mafiosa ( io so ma non parlo) dell’ex senatore del Pd Mineo mi ha fatto infuriare. Mi ha smosso dentro sentimenti e emozioni che credevo sopite o superate da anni. Sono tornata indietro nel tempo quando giovane architetta ho cominciato a lavorare in una società di ingegneria ( amministrata e gestita naturalmente da uomini ).

Fin da subito mi è stato chiaro quanto la mia intelligenza, le mie intuizioni sul campo, l’empatia che riuscivo a creare coi clienti fossero spesso classificate come furbizia, seduzione fino ad arrivare a opinioni svariate sulla mia vita sessuale e la lista fantasiosa dei miei partner. Ho sofferto e tanto per questo anche e soprattutto quando mi sono vista superare da colleghi meno brillanti, impegnati, dotati. Poi si cresce e si superano certi dolori e delusioni, si continua a lavorare e a schivare supposizioni indecenti, proposte oltraggiose. Non ero bella. Forse carina. Semplicemente ero una donna che voleva lavorare bene sfruttando i miei talenti ed i miei studi. Spesso nel corso di questi anni mi sono scontrata anche con altre donne che davanti ad un successo femminile ( che non era il loro) facevano piovere illazioni sulla presunto comportamento della poveretta… E poi ci sono i compagni.

Quelli con cui dividi il volantinaggio nei quartieri, i gazebo , le riunioni notturne (in cui sei sempre presente anche se sei scappata da casa quasi come una ladra ed un po’ in colpa). I miei compagni di viaggio in questa mia piccola avventura politica sono meravigliosi, veri compagni di viaggio e di passione. Magari cavalieri perché passano a prenderti prima della riunione ma sempre corretti e sinceri.

E allora cosa c’entrano con noi le battute di Berlusconi sulle sue candidate o sulle candidate di altri partiti, cosa significano i gesti volgari dei senatori di Ncd, le parole volgari dei Cinque stelle, gridati dai banchi di uno dei luoghi più importanti della nostra democrazia? Le battute di De Luca su Rosi Bindi. E per ultimo cosa centrano le parole di Mineo, cosi tronfio da riempirsi la bocca di quella parola ( Sinistra) che lui non e’ degno di rappresentare quando immagina donne belle e dotate, magari di frustino e giarrettiere? Cosa c’entra questo con la politica? Ma soprattutto cosa centra con la Sinistra?

L’altro giorno ho letto un bellissimo articolo del Corriere pubblicato su ‘La ventisettesima ora’ la cui tesi era semplice e attualissima. “E’ tempo che la sinistra democratica o quel che resta faccia un po’ di autocritica sulla propria visone della donna, perché troppo spesso questa Sinistra si ritrova a fare le stesse battute becere e a ricalcarne gli schemi della Destra sulle ministre dell’attuale Governo come la Boschi o la Madia come tempo prima aveva ahimè fatto con le donne candidate da Berlusconi.

” Non mi basta, non può bastarci a noi donne impegnate in politica e non, le scuse del giorno dopo, i sorrisi di compassione, le parole contrite di chi ti siede accanto. Non ci basta, non ci può bastare. Occorre veramente che si riprenda un processo culturale per permettere alle molte donne impegnate, moderne, un percorso vero e non di mere quote rosa, un processo per cui la vita politica sia più consona ai ritmi delle donne, le cui competenze, passioni, ideali debbano essere condivisi insieme a quelli maschile uscendo finalmente da quegli schemi per cui una donna bella e dotata deve essere per forza un po’ puttana o amante del ‘capo’….

Ora Basta. Ora dobbiamo pretendere, non più pregare o suggerire. Dobbiamo riprenderci quel rispetto che piano piano dopo le lotte degli Anni Settanta è stato smangiucchiato dal tempo e dagli uomini. Lo stesso rispetto politico che dovremmo richiedere tra le mura delle nostre case, dei nostri uffici, della nostra vita quotidiana. Ma se non parte dalla politica e soprattutto se non parte dalla Sinistra chi potrà mai ricostruire questa cultura, questo sentire diverso?

Non voglio le scuse , voglio i fatti. Da domani.

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