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Anche durante il periodo estivo Acsm-Agam ha continuato a far parlare di sé.

Purtroppo per due episodi non del tutto positivi.

Innanzitutto perché il primo bilancio semestrale dopo la fusione, ha messo in rilievo come, pur in presenza di un aumento dei ricavi - dovuto evidentemente alla sommatoria delle due attività - l’utile sia in discesa.

Dalle notizie apparse sulla stampa, pare che le ragioni principali del crollo siano dovute al ritardo con cui è stata avviata la linea riqualificata del termovalorizzatore comasco, oltre agli oneri che la Società ha dovuto affrontare per la cosiddetta “moratoria fiscale”.

Di fatto, quindi, dopo la mancata distribuzione del dividendo straordinario di 4 milioni di € che i comuni di Monza e Como avevano in un primo tempo richiesto - salvo poi fare dietrofront dopo il no del Cda - si preannuncia una minore entrata per le casse comunali.

In aggiunta l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, sul Bollettino del 31 Agosto 2009 ha pubblicato la decisione di sanzionare Acsm–Agam con un’ammenda di diecimila Euro per mancata comunicazione di separazione societaria.

Roberto Scanagatti, capogruppo del Pd in consiglio comunale, ha interpellato il Sindaco e l’Assessore competente per conoscere i dettagli sul bilancio negativo del 2009, sapere se queste perdite fossero prevedili ed evitabili e chiedere come mai nessuno ha provveduto ad avvertire l'antitrust per quanto di sua competenza.

 

 

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