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IMG 20140422 143537Una delle peculiari caratteristiche dell’Unione europea è che in essa due sono le istituzioni che – a seconda delle materie e delle procedure legislative seguite – condividono, in maniera più o meno stringente, il potere legislativo: il Parlamento e il Consiglio dell’UE.

Infatti, a seguito all’entrata in vigore, nel 2009, del trattato di Lisbona, la procedura legislativa ordinaria dell’Unione europea è diventata la codecisione (articolo 294 del TUE): questa conferisce pari peso al Parlamento europeo e al Consiglio dell'Unione - che divengono così colegislatori - in numerosi ambiti di grande importanza (governance economica, immigrazione, energia, trasporti, ambiente, protezione dei consumatori).

La procedura di codecisione, che ha rafforzato il ruolo del Parlamento, prevede che - su proposta della Commissione, degli Stati membri o dei cittadini - il Parlamento esamini una proposta di legge in prima lettura, la passi poi al Consiglio e che, se la proposta non viene approvata dai due colegislatori nel medesimo testo, sia sottoposta a ulteriori letture: se anche queste si rivelano infruttuose, è previsto l’intervento del Comitato di conciliazione – un comitato composto, in egual numero, da parlamentari e rappresentanti del Consiglio - per l’elaborazione di un testo comune.

In caso di insuccesso, l'atto legislativo decade e la procedura si conclude: se viene concordato un testo comune, quest'ultimo è trasmesso al Parlamento europeo e al Consiglio per una terza lettura definitiva. Per assicurare il corretto svolgimento della procedura di codecisione sono previsti tempi brevi e definiti entro i quali devono avvenire tutti i suddetti passaggi.

La procedura di consultazione è invece la forma originaria della procedura legislativa della Comunità europea in essa a deliberare e è solo il Consiglio della UE, su proposta della Commissione e sentito il Parlamento il quale esprime un parere che, sebbene obbligatorio, non è vincolante. A questa procedura sono sottoposte le materie connesse con i diritti della cittadinanza dell'Unione Europe, la politica agricola comune, la liberalizazione di un determinato servizio e i regolamenti e le direttive utili a favorire la concorrenza all'interno del mercato comune.

La procedura di approvazione, infine, introdotta nel 1986 dall'Atto unico europeo, comporta invece che il Consiglio debba ottenere il consenso del Parlamento europeo ai fini dell'adozione di alcune decisioni che rivestono particolare importanza. Il Parlamento può accettare o respingere una proposta del Consiglio, ma non può modificarla: in mancanza del parere conforme tuttavia l'atto non può essere adottato.

Per realizzare gli obiettivi stabiliti nei trattati, l'UE adotta diversi tipi di atti legislativi.

Esaminiamo i più importanti. 

Regolamenti

Un regolamento è un atto legislativo vincolante che si applica immediatamente e direttamente sia agli individui che agli Stati membri. Deve essere applicato in tutti i suoi elementi nell'intera Unione europea ed entra in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE: disciplina direttamente ogni aspetto della materia che regola e pertanto si comporta come una atto normativo nazionale non necessitando di alcun recepimento. Quando l'UE ha deciso di proteggere le denominazioni d'origine di prodotti agricoli provenienti da determinate aree, come il prosciutto di Parma, il Consiglio ha adottato un regolamento. Sempre attraverso un regolamento è stata disciplinata l’attività dell’agente di commercio con norme che hanno conferito allo stesso una tutela giuridica stringente.

Direttive

Una direttiva è un atto legislativo vincolante per gli Stati membri - ma non direttamente per gli individui - poiché li obbliga a realizzare un obiettivo stabilito, come ad esempio la tutela dei diritti dei consumatori, lasciando tuttavia agli stessi di stabilire - attraverso una attività che si chiama “recepimento” e seguendo i criteri stabiliti dalla direttiva- con quale strumento normativo e/o amministrativo realizzare tale obiettivo e fissando una data entro la quale farlo. È quanto è avvenuto con la direttiva sull'orario di lavoro, che stabilisce che i lavoratori non possono prestare un numero eccessivo di ore straordinarie, prevedendo periodi di riposo minimi e un numero massimo di ore di lavoro: ogni Stato membro ha poi adottato una legge per dare attuazione a questi principi.

Decisioni

Una decisione è un atto legislativo sui generis poiché è privo della caratteristica della generalità tipica delle direttive e dei regolamenti: esso è infatti un atto vincolante per i suoi destinatari, siano essi uno Stato, un'istituzione, o un soggetto privato, ed è direttamente applicabile a questi. La decisione con la quale la Commissione ha comminato ammende al gigante dell'informatica Microsoft per abuso di posizione dominante si applicava, ad esempio, solo alla Microsoft.

 

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