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olocaustoSabato 23 gennaio alle ore 11, presso la Galleria Civica (via Camperio, 1), si terrà l’inaugurazione della mostra “I fumetti della memoria – scenari di uno sterminio”, dedicata alle vittime della Shoah, che anche saranno commemorate il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria.

All’apertura della mostra, realizzata dal Comune di Monza in collaborazione con la Fondazione Franco Fossati, e in programma fino al 21 febbraio, interverranno l’assessore alla Cultura, Francesca Dell’Aquila, l’assessore all’Istruzione, Rosario Montalbano, e il presidente della Fondazione Franco Fossati, Luigi Bona.

L’esposizione raccoglie le opere di tre graphic novel di fama internazionale: Art Spiegelman, David Polonsky e Will Eisner. I lavori di Spiegelman raccontano l’Olocausto e le conseguenze psicologiche sui sopravvissuti contenute nel suo “Maus”, opera che è stata tradotta in una ventina di lingue e vincitrice, nel 1992, del primo Premio Pulitzer di giornalismo assegnato ad un fumetto.

Ne “Il complotto – La storia segreta dei protocolli dei Savi di Sion” Will Eisner ricostruisce invece la storia del testo realizzato per screditare il popolo ebreo e diffondere la diffidenza e l’odio nei suoi confronti.

Di Ari Folman e David Polonsky è invece lo spazio dedicato a “Valzer con Bashir – Una storia di guerra”, che è sia un film d’animazione, vincitore del Golden Globe 2009, sia una graphic novel dove si racconta il massacro nei campi profughi palestinesi di Sabra e Chatila del 1982.

Tre storie diverse ma intrecciate nella rappresentazione di un’unica grande tragedia: quella dello sterminio, con conseguenze che si protraggono nel tempo e attraverso generazioni.

"Abbiamo voluto realizzare questa mostra – dichiara l’Assessore Dell’Aquila – con l'intento di non dimenticare la tragedia immane dalla guerra e dell'uccisione di milioni di ebrei attraverso l'espressione artistica di importanti autori del fumetto. Il fumetto è uno strumento narrativo in grado di rendere la complessità di situazioni storiche e ambientali comprensibili e fruibili da un vasto pubblico, soprattutto dai più giovani. Una mostra di qualità di cui siamo soddisfatti e orgogliosi."

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