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quelli_del_farecementoHo seguito con grande interesse il dibattito di martedì sera in Consiglio Comunale, conclusosi alle due di notte con l'adozione della famigerata variante al PGT.


A parte i forti argomenti contro questo variegato progetto portati da Scanagatti, Faglia e altri consiglieri dell'opposizione, l'aver ascoltato le conclusioni del Sindaco è stato per me estremamente illuminante.
Non so perché, il suo parlare colorito e pindarico (nel senso di passare inaspettatamente   da un argomento all'altro), mi ha richiamato ala mente il vecchio detto: "In vino veritas".
E la verità del mariani-pensiero è questa:

1. I terreni intorno alla città sono brutti e indecenti,  in gran parte incolti;
2. Quelli agricoli, non sono accessibili alla libera fruizione dei  cittadini;
3. Per renderli belii e accessibili, occorre trasformarli in parchi urbani;
4. Però, purtroppo, il pubblico non ha i soldi per farlo;
5. Ed ecco finalmente la soluzione: concediamo ai privati adeguate licenze di costruzione, ottenendo da essi in cambio parchi e servizi.
6. Il dopo (cioè la infrastrutture necessarie per i nuovi fabbricati, il traffico, l'inquinamento, la manutenzione di parchi e servizi, eccetera, è nelle mani di Dio. Il Sindaco lo ha detto chiaramente: a fatica riesce a seguire quel che sarà domani, figurarsi se può prevedere le cose previste dal  Piano.
Per concretezza, il Sindaco ha citato un esempio vagamente noto: quello della Cascinazza. E a chi gli contestava l'eccesso di metri cubi autorizzati, in misura addirittura superiore al vecchio piano Piccinato, proponendo una drastica riduzione, ha risposto candidamente: "Ma il privato non sarebbe d'accordo!".
A completamento dell'informazione, vale la pena richiamare la ragione che un consigliere di maggioranza ha opposto  contro l'obiezione: "Se,  come lo stesso assessore al territorio dichiara, tutti i metri cubi previsti dal piano non verranno sicuramente realizzati, che senso ha prevederli nella variante?".
Risposta: "Prevederli contribuisce a una maggiore concorrenza nel mercato immobiliare". Capito? Chi prima arriva e arraffa terreni meglio alloggia. Con buona pace degli esclusi e delle perequazioni a favore dei pochi sottoposti a vincoli. Resta naturalmente aperta la domanda: "Ma allora, perchè fare dei PGT?
Ultima osservazione, di costume: un consigliere transfuga dalla maggioranza ha sparato a zero contro la variante. Ha detto cose molto più pesanti di quelle avanzate dall'opposizione. Conclusione? Non ha votato contro, è uscito dall'aula. Non riesco ad evitare il commento: "Che schifezza!".
Per concludere: che strano, i portatori della cultura del fare, che è movimento, diventano seguaci di una cultura degli immobili, di cose che non si muovono.  Diventano immobili essi stessi. Più esattamente, immobiliari.

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