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scanagattiQuante volte viaggiando in autostrada ci siamo domandati: ma le merci trasportate da tutti questi tir non potrebbero viaggiare su treno, rendendo le strade più sicure e l’ambiente meno inquinato? L’intervento che RFI sta attuando nella galleria di Monza fa parte di un progetto internazionale, sancito dal nostro Governo e recentemente anche da Regione Lombardia nel Programma regionale sulla mobilità, per spostare il più possibile su rotaia il trasporto delle merci. Un chiaro segnale di come la politica sui trasporti stia cambiando nel senso auspicato da molti, ambientalisti compresi, in questi ultimi anni.

Ma non solo. Questo intervento permetterà infatti anche l'utilizzo di carrozze passeggeri a maggiore capacità su una tratta (la Monza-Seregno) dove gli attuali treni pendolari non riescono a soddisfare la domanda nei giorni feriali lavorativi. 

Il tratto di galleria che attualmente percorrono i treni passeggeri e merci che transitano giornalmente da Monza (circa 200, di cui meno di un quarto merci, e tale proporzione rimarrà invariata, nonostante qualcuno si ostini a dire il contrario, citando cifre spropositate) non era infatti adeguato, così RFI ha deciso di intervenire concentrando in queste settimane estive i lavori più impegnativi. Il tutto terminerà l’ultima settimana di agosto, e onestamente non vedo quale periodo migliore avrebbe potuto individuare il gestore nazionale della rete ferroviaria per poter svolgere questo tipo di lavorazioni.

Tra queste operazioni ve ne è una di particolare interesse per le persone e le famiglie che vivono sopra la galleria che consiste nel posizionare materiali in grado di abbattere le vibrazioni prodotte dal passaggio dei convogli. Trattandosi di un lavoro di pubblica utilità e che ha un rilevante valore sociale e ambientale (meno traffico su gomma, maggiore traffico su rotaia), l’amministrazione di cui ho la responsabilità non avrebbe mai potuto negare le necessarie e temporanee autorizzazioni.

Posso assicurare tutti che ho avuto ben presente i sacrifici a cui sarebbero stati sottoposti i cittadini più esposti al rumore prodotto dalle lavorazioni, così come ho tenuto in grande considerazione i benefici, da tempo richiesti, per ridurre le vibrazioni. Nessuna influenza hanno avuto gli interessi di RFI, peraltro legittimi e in parte coincidenti con gli interessi generali, com'è provato dal fatto che ho già comunicato il mio diniego ad ulteriori richieste di deroghe incondizionate. Nessuna ulteriore deroga sarà pertanto concessa se non compensata dalla riduzione dei disagi causati dal rumore prodotto dai treni allo sbocco nord della galleria. Rimane infatti ferma la volontà da parte di questa amministrazione di raggiungere l’obiettivo di insonorizzare completamente il tratto lungo via San Gottardo e a tale scopo stiamo lavorando intensamente per realizzare ciò che da decenni è rimasto solamente sulla carta.

 

Quante volte viaggiando in autostrada ci siamo domandati: ma le merci trasportate da tutti questi tir non potrebbero viaggiare su treno, rendendo le strade più sicure e l’ambiente meno inquinato? L’intervento che RFI sta attuando nella galleria di Monza fa parte di un progetto internazionale, sancito dal nostro Governo e recentemente anche da Regione Lombardia nel Programma regionale sulla mobilità, per spostare il più possibile su rotaia il trasporto delle merci. Un chiaro segnale di come la politica sui trasporti stia cambiando nel senso auspicato da molti, ambientalisti compresi, in questi ultimi anni.

Ma non solo. Questo intervento permetterà infatti anche l'utilizzo di carrozze passeggeri a maggiore capacità su una tratta (la Monza-Seregno) dove gli attuali treni pendolari non riescono a soddisfare la domanda nei giorni feriali lavorativi. 

Il tratto di galleria che attualmente percorrono i treni passeggeri e merci che transitano giornalmente da Monza (circa 200, di cui meno di un quarto merci, e tale proporzione rimarrà invariata, nonostante qualcuno si ostini a dire il contrario, citando cifre spropositate) non era infatti adeguato, così RFI ha deciso di intervenire concentrando in queste settimane estive i lavori più impegnativi. Il tutto terminerà l’ultima settimana di agosto, e onestamente non vedo quale periodo migliore avrebbe potuto individuare il gestore nazionale della rete ferroviaria per poter svolgere questo tipo di lavorazioni.

Tra queste operazioni ve ne è una di particolare interesse per le persone e le famiglie che vivono sopra la galleria che consiste nel posizionare materiali in grado di abbattere le vibrazioni prodotte dal passaggio dei convogli. Trattandosi di un lavoro di pubblica utilità e che ha un rilevante valore sociale e ambientale (meno traffico su gomma, maggiore traffico su rotaia), l’amministrazione di cui ho la responsabilità non avrebbe mai potuto negare le necessarie e temporanee autorizzazioni.

Posso assicurare tutti che ho avuto ben presente i sacrifici a cui sarebbero stati sottoposti i cittadini più esposti al rumore prodotto dalle lavorazioni, così come ho tenuto in grande considerazione i benefici, da tempo richiesti, per ridurre le vibrazioni. Nessuna influenza hanno avuto gli interessi di RFI, peraltro legittimi e in parte coincidenti con gli interessi generali, com'è provato dal fatto che ho già comunicato il mio diniego ad ulteriori richieste di deroghe incondizionate. Nessuna ulteriore deroga sarà pertanto concessa se non compensata dalla riduzione dei disagi causati dal rumore prodotto dai treni allo sbocco nord della galleria. Rimane infatti ferma la volontà da parte di questa amministrazione di raggiungere l’obiettivo di insonorizzare completamente il tratto lungo via San Gottardo e a tale scopo stiamo lavorando intensamente per realizzare ciò che da decenni è rimasto solamente sulla carta.

 

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