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taddei

Di seguito pubblichiamo un'intervista rilasciata da Filippo Taddei, neo responsabile del Lavoro nella segreteria del Partito democratico a Elena G. Polidori del "Quotidiano Nazionale" e, a questo link, una scheda informativa apparsa sul quotidiano "La Repubblica" con ua breve sintesi del contenuto del d.d.l. sulla riforma del lavoro.

"Credo che il Pd abbia fatto attendere fin troppo il Paese sulla riforma del lavoro. Ora questa legge delega ci consente di dare una svolta reale al mercato del lavoro e né il governo, né il Pd si lasceranno sfuggire questa occasione». 

Detta così, Filippo Taddei (neo responsabile del Lavoro nella segreteria del Nazareno, ndr) sembra proprio che il governo sia deciso ad andare avanti costi quel che costi.«Abbiamo preso un impegno, intendiamo mantenerlo. Credo fermamente che il contratto di lavoro a tutele crescenti sia un tassello importante per rilanciare il mercato del lavoro. E questo, per altro, non significa cancellare l`articolo 18».

Lei da che parte sta, è per la cancellazione dell`articolo 18 o per il suo mantenimento?

«Io non sono per la cancellazione dell`articolo 18, ma credo si debbano superare una serie di steccati per valorizzare il capitale umano partendo dalla formazione e semplificando molte regole che ci sono adesso».

Cosa risponde a Fassina, a Bersani, a Civati che da dentro il Pd padano, con estrema chiarezza, di una legge delega che contiene «cose strane», addirittura «stravaganti»?

«Dico che dentro il Pd il dialogo e il confronto sono da sempre aperti e che, non a caso, il segretario ha previsto una riunione di segreteria, entro il 29 settembre, dedicata esclusivamente alla legge delega sul lavoro. Spero che tutte queste perplessità possano trovare chiarimento e arricchimento in quella sede, come è naturale che sia, ma bisogna difendere quest`occasione che abbiamo di rivoluzionare nel suo complesso il mercato del lavoro».

E se poi, invece, il Pd su questo tema si spacca?

«Io questo pericolo non lo vedo».

I sindacati, a partire dalla Cgil, si dicono pronti a formulare delle controproposte alla legge delega, partendo da una base che e contraria a quella contenuta nella vostra legge delega: estensione delle tutele anch ai precari. Che ne dice?

«Dico che è difficile, allo stato, poter fare delle controproposte su un disegno di legge delega, ma detto questo tutte le controproposte e suggerimenti sono assolutamente i benvenuti nell`ambito di una discussione generale sul tema. Certo, non mi sembra il caso di avviare nessun tipo di discussione preventiva, invece, se le posizioni sono antitetiche rispetto a quelle del governo».

Sembra di capire, Taddei, al di là della buona creanza e della disponibilità alle aperture di tutti, che il governo voglia comunque andare avanti per la sua strada, senza gronde voglia di tener conto del dissenso.

«Non è proprio in questi termini, ma riteniamo che l`occasione non possa essere persa e che quello che è successo oggi (ieri, ndr) in commissione al Senato, dove la legge è passata in modo compatto, sia un segnale importante che arriva anche dal Parlamento. Mi ripeto: abbiamo fatto attendere fin troppo il Paese, ora è venuto il momento di dare una svolta e faremo di tutto per portare a termine questo lavoro. Il dissenso ci sarà sempre, è naturale sia così, ma non ci fermeremo per questo».

 

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