autodromoCi siamo. La nostra città si appresta a vivere la tradizionale kermesse della Formula Uno. Un evento che la pone per tre giorni sotto i riflettori del mondo intero, non solo per la competizione sportiva, ma anche per l'enorme circo mediatico ad essa correlata.

Tuttavia, si sa, allo sfolgorio delle luci corrispondono anche le ombre di grandi interessi che si celano dietro questo show. Le recenti indagini che hanno riguardato proprio la gestione dell'autodromo e le minacce pervenute al Consigliere Novi sono solo alcune di queste ombre. Non voglio però qui soffermarmi su questi aspetti, rispetto ai quali le forze dell'ordine e la magistratura già svolgono il loro scrupoloso lavoro. Approfitto invece di queste colonne per un appello più generale. Sappiamo che l'appuntamento col GP costituisce, purtroppo, l'occasione puntuale per il riproporsi di certi comportamenti illegali che da sempre lo accompagnano.

In primis mi riferisco al fenomeno del cosiddetto "bagarinaggio", ossia alla presenza ormai nemmeno più discreta di personaggi che offrono biglietti di dubbia matrice e provenienza. Certamente si dovrebbe fare una riflessione sull'accessibilità a queste manifestazioni, ma la contraffazione non può e non deve essere in nessun caso giustificata o ammessa. Poi penso alla "tradizione" di introdursi nelle aree del circuito aggirando le recinzioni e i controlli. Oltre ad essere una pratica molto pericolosa si rischia una denuncia (con tutte le conseguenze giudiziarie del caso) da parte delle forze dell'ordine, che su questo aspetto svolgono un grande lavoro di controllo.

Altra presenza non certo nascosta è quella dei banchetti che propongono il repertorio classico del "gioco delle tre carte". Spesso le vittime sono gli stranieri, attirati dall'aspetto folkloristico di questi capannelli inscenati solo per truffare gli ingenui malcapitati.

Infine, ma non meno gravi, le inciviltà di chi deturpa il parco abbandonando rifiuti o danneggiandone il patrimonio. Una vera e propria piaga che può essere sanata solo col recupero della buona educazione e del senso civico di ciascuno.

Ecco dunque l'appello: almeno noi monzesi evitiamo questi comportamenti illegali! Ma non basta: teniamo gli occhi ben aperti per richiamare o segnalare alle forze dell'ordine e alle GEV, presenti in misura massiccia e che ovviamente già svolgono il proprio dovere di controllo e deterrenza in modo egregio, ogni minima situazione anomala o sospetta. Non possiamo far finta di non accorgerci, girare lo sguardo e pensare: "meglio farmi gli affari miei", perché se il GP resta uno spettacolo pulito anche in queste piccole cose ci guadagna l'immagine intera della nostra città e quindi noi tutti! Pensiamo alla pessima impressione che possono avere le decine di migliaia di turisti che vengono per questo evento e che lo vedono, appunto, macchiato da episodi brutti, illegali, disonesti. Che ricordo avranno di Monza, dell'Italia? Aiutiamoci tutti a scardinare queste "male tradizioni" affinché accanto alle bandiere dei nostri campioni sventoli su questa festa anche quella candida della vittoria della legalità!

Basilio Pugliese

Presidente VII Commissione Comunale "Legalità e antimafia"

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