matteo raimondiÈ passato poco più di un anno dall’insediamento della nuova Segreteria e dell’Assemblea ed è tempo di bilanci. È stato un anno complesso, con numerose novità – non parlo tanto a livello locale – quanto rispetto alla situazione politica nazionale.

Un anno durante il quale abbiamo dato un’immagine nuova al Partito Democratico di Monza, intensificando i rapporti con il Gruppo Consigliare e con i vari livelli del nostro Partito, ricostruendo una presenza nei quartieri, portando nuova linfa al PD Monza, organizzando dopo molto tempo la festa de l’Unità.

Anche questa sede, come avrete notato, sta subendo dei cambiamenti, degli ammodernamenti.

Sono convinto che la forma sia anche sostanza, così, da qualche tempo, questo spazio di via Arosio, ufficialmente sede cittadina a fianco di quella provinciale, ha subito un restyling: ora è un luogo aperto e accogliente e vi chiedo di ragionare insieme a me e alla segreteria tutta su come renderlo aperto ed utile per la nostra Città.

Ma gli interventi non si sono limitati ad un mero repulisti della sede di via Arosio.

Come vi dicevo abbiamo intensificato i rapporti con il gruppo consigliare, confrontandoci insieme ai consiglieri sulle tematiche di politica locale. Ne è un esempio la gestione del voto sul regolamento di polizia urbana.

Non basta.

Abbiamo bisogno che dai circoli, unità di rappresentanza e raccordo politico nei quartieri, giungano al gruppo sollecitazioni e questioni da affrontare, in modo da essere cassa di risonanza dei territori in Consiglio.

E parlando di circoli non possiamo non affrontare le tante difficoltà riscontrate in un anno.

Partendo dal circolo 5, dove abbiamo vissuto momenti di vero disagio, risolti, finalmente, da un congresso straordinario.

Congresso che ha portato all’elezione del più giovane segretario di sezione lombardo e non posso che ringraziare Benjamin per la responsabilità che si è assunto e tutto il coordinamento per il costante supporto fornito.

A dimostrazione che la giovane età non sia un limite, il circolo 5 ha già attivato due momenti politici sul proprio territorio: una riflessione sul PGT e un momento di ascolto dei cittadini di San Fruttuoso.

Così come il circolo 2 che, guidato da Enrico Arosio, ha riportato la festa de l’unità dopo 13 anni di assenza a Cederna e presidia costantemente le problematiche del quartiere (ne sono un esempio proprio la mostra durante la festa e il volantinaggio sulla Biblioteca di via Zuccoli).

Non posso non citare anche il circolo 3 e la questione della piazza D’Annunzio o il 6 con il lavoro sul PGT e i tanti appuntamenti di cultura politica.

Questi sono solo esempi di un anno di lavoro con i circoli in un rapporto di proficua collaborazione.

Sinergie positive che hanno permesso la realizzazione della festa de l’Unità cittadina.

Un momento di confronto sui temi politici ma, anche, un momento in cui siamo riusciti a coinvolgere molte persone che da troppo tempo ci guardavano stando in disparte e molte altre, giovanissimi, che stanno diventando sempre più risorse fondamentali per il PD.

Ed è su questi rapporti umani che bisogna costruire, abbandonando la logica fallimentare della rottamazione, ma tenendo insieme esperienze differenti dovute a differenti età e percorsi politici.

Umiltà.

L’umiltà di imparare, per chi è più giovane, e l’umiltà di non credersi perfetti da parte di chi è più anziano.

In un anno siamo riusciti a coinvolgere una ventina fra ragazze e ragazzi nuovi che, come dice spesso Cherubina, sono il “loro presente e il nostro futuro”.

Di questo non posso che esserne orgoglioso e devo ringraziare Davide Mantovani e i Giovani Democratici di Monza per la loro voglia e capacità di coinvolgere e di farsi coinvolgere.

Ci siamo prefissati, durante il congresso, l’obiettivo di attrarre, di disegnare un Partito Democratico dalle porte spalancate.

Questo si concretizza nella capacità di essere forza politica dialogante all’interno del centro sinistra cittadino.

Anche se questo dialogo non è sotto i riflettori non pensiate non stia avvenendo.

Ovviamente, più avanti, con l’anno nuovo, si concretizzerà in azioni più visibili anche all’esterno, ma sappiate che questo dialogo proficuo già c’è.

In questa logica si inseriscono i rapporti con le altre forze politiche fra cui Italia Viva.

Si è consumata, davanti agli occhi di tutti, una separazione: una fuoriuscita più che una scissione. Molti ex compagni hanno scelto di proseguire la loro attività politica in un altro partito.

A loro buon lavoro, ma non dimentichiamoci che noi siamo quelli che restano e continuano a combattere da questa parte.

Italia Viva è, come molti altri partiti, un interlocutore politico.

Da cui ci aspettiamo rispetto e a cui noi daremo lo stesso rispetto che riceviamo.

Il Partito Democratico non è la cassa di risonanza di Italia Viva e viceversa.

Dobbiamo ricordarci che le due realtà, ormai, sono ben distinte, anche se sarà facile trovarci dalla stessa parte combattendo molte battaglie.

Ora siamo alla fine di un anno e all’inizio di uno nuovo.

Di un nuovo decennio.

Non mi fermerò sul messaggio che tante volte abbiamo sentito e stiamo sentendo dal nazionale sugli anni ’20 del 2000.

Mi voglio, piuttosto, concentrare, in modo più pragmatico, sull’inizio di un anno nuovo che porterà nuovi impegni e nuovo lavoro.

L’attuale Giunta ha promosso un aumento di IRPEF e TARI.

Come PD abbiamo realizzato dei manifesti che verranno affissi in città per denunciare questo fatto.

Ovviamente non basta.

La nostra città sta subendo le attività di una Giunta incompetente ed arrogante.

Molte le situazioni per cui lottare: il ponte Colombo ormai chiuso da tempo, la fermata Monza Est, le situazioni di degrado nei vari quartieri ormai abbandonati a loro stessi.

Quali allora i progetti per il 2020?

Una collaborazione più efficace fra Circoli, gruppo consigliare e Partito cittadino: siamo tutti ingranaggi dello stesso meccanismo, per funzionare al meglio dobbiamo lavorare ognuno nel modo migliore.

Un presidio costante ed efficace nei quartieri.

Non basta ripetere di uscire dalle gloriose mura delle sezioni se poi non lo facciamo.

Torniamo a colorare le piazze e i mercati con le bandiere del PD per ascoltare la cittadinanza.

Ascoltare con la testa e con il cuore, proponendo soluzioni percorribili e non un libro dei sogni che è solo facile propaganda.

Ah, sì. Ho dimenticato di parlarvi della comunicazione.

Anche qui, devo registrare con piacere ciò che ci dicono i dati. (Poi Shawn saprà dirvi meglio)

Le visualizzazioni e l’efficacia sui social sono in netta crescita.

Il sito ha subito un restyling e la nostra newsletter consta più di 2000 contatti.

Chiedo però a tutti voi di farvi veicoli delle nostre informazioni. Tutti dobbiamo essere portatori del nostro messaggio politico tanto i militanti, quanto i segretari di circolo che (si spera) hanno una capacità di diffusione capillare.

Concludo.

Sapete quanto sia importante per me il concetto di comunità.

Siamo una comunità. Una comunità democratica.

Ma siamo anche una comunità organizzata. Dove ci sono ruoli ben definiti.

E come tale dobbiamo agire e muoverci. Nel rispetto dei ruoli e assumendoci ognuno le proprie responsabilità e i propri compiti.

Così facendo, crescendo e coinvolgendo sempre maggiori risorse in termini umani saremo in grado di costruire un percorso che guardi al futuro e non più al passato.

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