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porte aperte 2026 resoconto littleSabato 16 maggio si è tenuta la terza edizione di “PD Porte Aperte”, appuntamento annuale promosso dal PD Monza. Il titolo di quest’anno, “Facciamo scuola: dialoghi, condivisioni e proposte”, ha messo al centro del dibattito il futuro del sistema educativo, alternando analisi dei bisogni locali e riflessioni pedagogiche di alto profilo.

La giornata, inaugurata dal segretario cittadino Valerio Imperatori e introdotta dalla segretaria regionale Silvia Roggiani, ha visto un’ampia partecipazione di realtà locali e nazionali, culminata nei tavoli di lavoro tematici del pomeriggio.


L'impegno del Comune: i numeri della scuola a Monza

Il Sindaco Paolo Pilotto ha aperto i lavori offrendo una panoramica chiara e trasparente delle risorse che l’Amministrazione comunale investe nel diritto allo studio:

  • I numeri della scuola: ogni giorno Monza accoglie 25.000 studenti nelle proprie scuole di ogni ordine e grado. A parte le secondarie di II grado che rappresentano un punto di riferimento per tutta la provincia, le altre scuole accolgono il 10% dei non monzesi nelle pubbliche e il 50% di non monzesi nelle private.
  • I costi del servizio: la sola gestione delle mense scolastiche vale circa 7,5 milioni di euro. A questi si aggiungono altri costi per i servizi all'istruzione per un totale di 12-13 milioni (cedole libri, pre-post-scuola, centri estivi, scuolabus, trasporto disabili, sostegno all’orientamento).
  • Il bilancio complessivo: su 150 milioni di euro di spesa corrente annua del Comune, circa 40 milioni (quasi un terzo del totale) sono destinati a scuola e servizi sociali. Solo la mensa scolastica rappresenta circa un quindicesimo dell’intera spesa corrente.
  • Investimenti: dei 120 milioni di euro stanziati da questa amministrazione per le opere pubbliche,  l’85% riguarda scuole, cultura e sport. Un focus centrale è stato dedicato alla riqualificazione delle palestre scolastiche, intese non solo come spazi didattici per le scienze motorie, ma come veri e propri beni comuni a disposizione di tutta la cittadinanza.

"Tutto quello che investiamo nella scuola produce un ritorno sociale immenso per l'intera comunità" – Paolo Pilotto.


Le visioni e le riforme necessarie: Recalcati e Malpezzi

Il contributo del noto psicoanalista Massimo Recalcati ha toccato le corde più profonde della funzione educativa. La scuola, ha ricordato, non deve solo trasmettere nozioni, ma accendere il desiderio di sapere. È lo spazio che apre alla consapevolezza che non esiste un unico modo di guardare il mondo, bensì una pluralità di visioni. Recalcati ha evidenziato la coesistenza di due anime nella scuola: quella burocratica del "dispositivo" (regole, ruoli, budget), dimensione che può generare alienazione, ma è inevitabile, perché non esiste formazione senza una buona gestione e organizzazione; quella della "luce" (quando l’insegnante introduce temi che allargano l’orizzonte del bambino accendendo la curiosità). Per migliorare davvero la scuola e fare vincere la luce, servirebbero due riforme: superare il voto numerico a favore di criteri che valorizzino il percorso e permettere una didattica flessibile basata sulle inclinazioni dei singoli.

La senatrice Simona Malpezzi ha raccolto questi spunti, ricordando come molte di queste intuizioni fossero già contenute nella riforma della "Buona Scuola" del 2015 (come l'autonomia didattica e il potenziamento personalizzato, spesso rimasti inapplicati). Malpezzi ha sottolineato la necessità di superare le barriere ideologiche e investire sul merito (dei docenti), sull’inclusione, su aiuti economici per trasporti e libri di testo, ribadendo che l'educazione è una responsabilità collettiva.


Disuguaglianze e proposte concrete: l'analisi del pomeriggio

Dopo il confronto della mattinata, i partecipanti si sono divisi in tre tavoli di lavoro dedicati a: Inclusione ed equità, Noi gente di scuola e Patti educativi e territorio.

I lavori pomeridiani sono ripartiti con l'intervento di Luisa Zecca (docente dell'Università di Milano-Bicocca), che ha lanciato un allarme sulle disuguaglianze e sulla "dispersione implicita" (studenti che concludono l'obbligo scolastico senza avere acquisito competenze minime). Tra le soluzioni proposte: nidi universali, tempo pieno diffuso, formazione obbligatoria per i docenti e una reale valorizzazione economica della professione.

Isanna Maldarizzi (Responsabile Nazionale Scuola GD) ha illustrato le priorità dei Giovani Democratici: valutazioni descrittive, educazione civica e affettiva integrata, introduzione stabile di psicologi e pedagogisti e lo sviluppo dei patti educativi di comunità.

Tra i contributi emersi dai tavoli di lavoro, spicca l’intervento di Andreina Fumagalli, Assessore alla Partecipazione di Monza, che ha presentato il Progetto SUS San Rocco: un esempio concreto di come si possa costruire un sistema educativo capace di coinvolgere un'intera comunità. Il progetto SUS, promosso dal Comune di Monza, nasce con l’obiettivo di trasformare il quartiere San Rocco in un laboratorio vivo, dove scuole, famiglie, associazioni e istituzioni collaborano per offrire a bambini, giovani e residenti nuove opportunità educative, formative e di aggregazione.

Con un budget di quasi 17 milioni di euro (provenienti principalmente da fondi regionali ed europei), il piano punta a:

  • Riqualificare gli edifici scolastici.
  • Promuovere la mobilità sostenibile.
  • Rigenerare e valorizzare le aree verdi.
  • Potenziare l’offerta educativa e formativa.
  • Stimolare la partecipazione attiva dei cittadini.


Verso la scuola del futuro

Le conclusioni sono state affidate a Roberto Rampi (Responsabile Cultura PD Lombardia), che ha ribadito la volontà del partito di scardinare un modello scolastico ormai superato, rigido e nozionistico. La sfida del domani è costruire una scuola inclusiva, aperta e flessibile, capace di valorizzare le diversità, sostenere economicamente i docenti e rispondere ai nuovi tempi della vita familiare (gestendo, ad esempio, i lunghi mesi di pausa estiva).

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