comuneCon il voto del bilancio consuntivo 2019, si certifica ufficialmente l’incapacità dell’attuale maggioranza di centrodestra di rispondere in maniera adeguata ai bisogni della città.
A scanso di equivoci e per evitare i tentativi di confusione, occorre precisare che questo consuntivo non risente minimamente dell’emergenza Coronavirus, perché è un bilancio che si è consumato prima della pandemia.

Quali i punti chiave?

1. Per il secondo anno consecutivo pochissimi investimenti sulla città. Eppure, grazie ai finanziamenti ottenuti dall’amministrazione precedente, ora i soldi ci sono e potrebbero essere utilizzati: nelle casse comunali sono congelati oltre 29 milioni. Per responsabilità di questa Giunta continuano a essere rimandati progetti importanti quali la Scuola Citterio-Bellani, il Sottopasso Stucchi-Viale Libertà, il restauro del liceo Nanni Valentini, la bonifica dall’amianto del Teatro Manzoni, gli interventi di manutenzione degli edifici scolastici a cominciare dalla scuola Elisa Sala solo per citare i più evidenti. Avevano promesso un film neorealista invece del libro dei sogni (https://www.mbnews.it/…/monza-da-libro-dei-sogni-a-film-ne…/), la realtà è un film muto, solo un fermo immagine dove tutto è #tuttofermo

2. Le contravvenzioni del codice della strada e la capacità di recupero delle morosità, dell’evasione e dei crediti da parte del Comune è lo stesso degli anni passati. Quindi, come al solito, solo annunci e promesse (https://www.ilgiorno.it/…/cronaca/inquilini-morosi-1.3920337): #moltorumorepernulla

3. Gli oneri che il Comune ha incassato per i permessi di costruire, anche nel 2019, sono ben al di sotto delle mirabolanti previsioni dell’assessore Sassoli. In sostanza: la ricetta per lo sviluppo urbanistico futuro di Monza non c’è, è un #grandebluff, altro che pokerissimo (http://www.comune.monza.it/…/Variante-PGT-presentati-i-tem…/)

4. La pressione fiscale e le tariffe salgono (in particolare IRPEF e concessioni cimiteriali) mentre diminuiscono le risorse per l’ordine pubblico e la sicurezza (nonostante le promesse sbandierate – 930.000 € !), per l’istruzione e il diritto allo studio (- 400.000 €) e soprattutto per i servizi sociali (- 1.500.000 €). In compenso aumentano le spese generali e di gestione (+ 200.000 €).

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