italicumRiportiamo qui di seguito una breve scheda riassuntiva relativa ai punti più importanti del testo di legge elettorale "Italicum" approvato l'11 marzo scorso alla Camera dei Deputati  e in attesa approvazione al Senato.

Nostra intenzione è, come sempre - e proprio in ragione del fatto che ora c'è un articolato sul quale ragionare - suscitare un dibattito sull'impinato complessivo della legge o su singoli aspetti, in particolare quelli più controversi, della stessa.
Un dibattito non sterile in considerazione del fatto che il testo approvato dovrà ora passare all'esame del Senato e sono già state annunciate, dalle diverse forze politiche, modifiche e correzioni da apportare al testo.
Rimandiamo, per chi volesse ulteriormente approfondire l'argomento, al testo integrale dell'articolato di legge.

SOGLIE DI SBARRAMENTO

Sono tre le soglie di sbarramento che la nuova legge stabilisce: una per le coalizioni al 12 per cento; una per i partiti coalizzati al 4.5 per cento; la terza per i partiti che corrono da soli all'8 per cento. Le soglie sono uno dei punti più contestati dai partiti più piccoli visto che i loro voti, se in coalizione, contribuiranno all'ottenimento del premio di maggioranza ma non prenderanno seggi senza superare il 4.5 per cento.

LISTINI BLOCCATI E MULTICANDIDATURE

Le liste restano bloccate. Saranno però listini molto corti con un minimo di tre e un massimo di sei candidati. La parità tra uomo e donna, pur essendoci    una norma sul 50 e 50 nelle liste, resta comunque disattesa perché gli aspiranti parlamentari saranno inseriti in base al principio di due candidati di un    genere alternati al candidato del genere opposto. Le donne contestano il fatto che non essendoci quote rosa garantite per i capilista non saranno equamente    rappresentate come gli uomini visto che in genere sono i primi della lista a poter contare su un'elezione sicura. Possibili le pluricandidature fino a un    massimo di otto.

PREMIO DI MAGGIORANZA FISSO E BALLOTTAGGIO EVENTUALE

Il sistema elettorale resta di base proporzionale ma con un premio di maggioranza che verrà attribuito al primo turno alla lista o alla coalizione che otterranno il 37 per cento al primo turno. Nel caso in cui nessuno raggiunga tale soglia si andrà al ballottaggio. Il bonus di maggioranza non potrà mai portare i vincitori oltre il 55 per cento dei seggi (pari a 340 deputati al primo turno; al secondo turno i seggi per chi si afferma primo si abbassano a 327).

COLLEGI PLURINOMINALI

Le circoscrizioni saranno sostituire da 120 collegi plurinomminali, corrispondenti grosso modo alle Province attuali. Sarà il governo, con una legge delega, a disegnarle entro 45 giorni dall'entrata in vigore della legge.

LA LEGGE VALE SOLO PER LA CAMERA

La nuova legge varrà solo per la Camera sul presupposto che il Senato, dopo il percorso di riforme istituzionali e costituzionali, verrà trasformato in    Camera delle Regioni. Si anticipa così, per via elettorale, una sorta di monocameralismo.

NIENTE RACCOLTA FIRME PER GRUPPI NATI PRIMA DEL 1 GENNAIO 2014

Approvata una norma che prevede l'esonero dalla raccolta firme necessarie per presentare le liste elettorali per i partiti che alla data del primo gennaio 2014 hanno formato un gruppo in almeno una delle due Camere.   

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