fabbrica

Sabato ero lì a Roma, idealmente vicina alla FIOM e alle migliaia di lavoratori che rivendicano il diritto al lavoro.  Il lavoro giusto, quello che garantisce la libertà e la dignità e quindi tutela la democrazia, quello che consente di progettare un futuro, quello che non baratta il licenziamento con la monetizzazione, quello che consente la rappresentanza di tutti i lavoratori e non li discrimina per la loro appartenenza sindacale, quello che l’articolo 1 della nostra Costituzione mette come fondamenta della Repubblica.

Ci avevano detto che la precarietà avrebbe portato maggiore occupazione. E così non è stato. In questi anni in Italia è avvenuto di tutto. Le conquiste sociali degli ultimi trent’anni sono state smantellate. Depotenziato l’art. 18, introdotto con l’ultima manovra del governo Berlusconi l’articolo 8, che permette di agire in deroga a tutte le altre leggi contrattuali, concernente i salari, gli orari, le modalità di assunzione, il passaggio da una mansione all’altra, attraverso patti locali tra impresa e sindacati.  

“Un inaudito svuotamento della legislazione del lavoro” sostiene il sociologo del lavoro Gallino. I nostri lavoratori hanno le retribuzione più basse rispetto ai nostri partners europei e siamo di fronte ad un’Italia più ingiusta, in cui aumentano le disuguaglianze e cresce la povertà.

Erano in tanti a Roma a rivendicare un cambiamento di rotta e sono contenta che almeno una delegazione del PD ci fosse. Epifani non c’era e lo ritengo un errore, ma non mi interessa polemizzare in tal senso. Ha detto che la piazza va ascoltata e allora lo faccia. La piattaforma della FIOM non può non essere condivisa da un partito della sinistra riformista. Si faccia carico delle giuste istanze dei lavoratori  e incalzi il Governo, del quale facciamo parte, a far sì che quest’Italia diventi davvero PIU’ GIUSTA, come diceva il nostro slogan elettorale.

 

 


 

LA PIATTAFORMA SOCIALE DELLA FIOM

Il 18, a Roma, manifestiamo per:

  • riconquistare il diritto del e nel lavoro;
  • la riconversione ecologica del nostro sistema industriale per valorizzare i beni comuni acqua, aria e terra;
  • un piano straordinario d'investimenti pubblici e privati e il blocco dei licenziamenti anche attraverso l'incentivazione della riduzione dell'orario con i contratti di solidarietà e l'estensione della cassa integrazione;
  • un contratto nazionale che tuteli i diritti di tutte le forme di lavoro con una legge sulla democrazia che faccia sempre votare e decidere i lavoratori;
  • un reddito per una piena cittadinanza di inoccupati, disoccupati e studenti;
  • fare in modo che la scuola, l'università e la sanità siano pubbliche e per tutti;
  • combattere le mafie e la criminalità organizzata che si sono infiltrate sia nella finanza che nell'economia;
  • la rivalutazione delle pensioni e per un sistema pensionistico che riconosca la diversità tra i lavori;
  • un'Europa fondata sui diritti sociali e contrattuali, su un sistema fiscale condiviso e sul diritto di cittadinanza e sulla democrazia delle istituzioni.

Per queste ragioni ci rivolgiamo a tutte le donne, gli uomini, i giovani, i precari, i disoccupati, i migranti, i pensionati, perché noi operaie, operai, impiegate e impiegati metalmeccanici, come voi, vogliamo una democrazia che ci permetta di partecipare e decidere del nostro futuro.

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