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Il sempre attento e scattante assessore alle politiche sociali, Stefano Carugo, ha deciso di riorganizzare i servizi sociali territoriali di Monza.

Se prima le equipe di intervento erano divise per circoscrizione, ed ognuna di esse aveva compiti di assistenza relativi a problematiche diverse (anziani, giovani, tossicodipendenti, ecc.), ora ad ogni equipe è stata assegnata una mansione specifica, per cui ce ne sarà una per ogni area di intervento.

 

 

Un provvedimento che a prima vista sembra sensato, ma attuato con pessimi metodi che hanno già portato diversi disguidi. Innanzitutto, gli operatori e gli assistenti sociali si sono ritrovati, da un giorno all'altro, a dover sottostare ad un cambio di funzioni. Inoltre, se prima tutti i tipi di servizio erano accessibili ad ogni quartiere, adesso chi ha bisogno di un intervento sugli anziani dovrà per esempio andare dall'altra parte di Monza, in un'altra circoscrizione, perchè magari sotto casa è rimasta la sede del solo servizio giovani.

Ma la cosa più grave, ed è quello su cui si concentra l'interpellanza del consigliere Bertola, è il fatto che tutto ciò sia avvenuto senza dare un minimo di comunicazione. Non solo gli utenti non hanno ricevuto informazioni, per cui si sono trovati spiazzati e in balia delle loro fragilità, ma anche gli operatori come Asl, Caritas, il terzo settore, il provato sociale, le parrocchie, non hanno beneficiato di alcun avviso a riguardo, per cui non sanno tuttora dove indirizzare le persone con bisogni.

Tutto ciò si ripercuote ovviamente sui più fragili, sugli anziani, sui giovani problematici, sugli stranieri, ma a quanto pare a Carugo tutto ciò non importa, visto che non ha neanche ben chiaro se e quando pubblicherà i nuovi Piani di Zona, lasciando così gli assistenti sociali e gli operatori del settore nella completa incertezza.

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