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berettaConosciamo meglio i candidati alla segreteria cittadina del Partito Democratico. Di seguito un'intervista a Francesco Beretta. Buona lettura.

Perché hai deciso di candidarti a segretario cittadino del Pd ?

Dietrich Bonhofer (teologo, pastore luterano e martire del nazismo) ha sintetizzato la sua riflessione teologica/politica con la frase “esserci per gli altri”.
La scelta di candidarmi sta tutta qua, di fronte a una comunità smarrita e, a volte, anche impaurita, ho sentito la necessità di mettermi al servizio della stessa per infondervi nuove prospettive e pensieri “lunghi”.

Come intendi organizzare il partito?

Non posso che riportare quanto contenuto nella mozione con la precisazione che l’organizzazione è uno strumento e non un fine e che il dibattito congressuale non può esaurirsi nella discussione sull’organizzazione. L’attuale assetto, che un Segretario non ha il potere di mutare, nelle sue linee fondamentali si articola nei seguenti organi:

Assemblea Cittadina. L’assemblea non deve solo essere un luogo “istituzionale”, ma deve essere anche un organo di partecipazione alla vita del PD. In essa si devono individuare competenze e interessi che possano spronare e guidare attività di studio e riflessione su specifici temi, e che diventino referenti per il Segretario e per il Gruppo Consiliare.

Segreteria. Deve essere individuata la figura del coordinatore, determinata la periodicità delle riunioni (almeno ogni quindici giorni) e formato un gruppo più ristretto che collabori con il Segretario alla preparazione delle riunioni. Deve essere prevista un'osmosi tra Segreteria e Gruppo Consiliare (alle riunioni della prima deve essere presente un rappresentante del Gruppo, alle riunioni del Gruppo deve partecipare il Segretario o un suo delegato) e la partecipazione, a rotazione, di un componente della Segretaria ai lavori del Consiglio Comunale. Infine con il Gruppo Consiliare i rapporti dovranno essere più stretti e più frequenti e soprattutto nelle deliberazioni più importanti il Gruppo dovrà confrontarsi in via preventiva con il partito.

Circoli. Si deve coniugare la presenza sul territorio con l’attuale situazione dei Circoli e pensare forme nuove di presenza in città. Si deve costituire un gruppo di lavoro che, dopo il Congresso Nazionale, proponga alle Assemblee, la nuova struttura dei Circoli monzesi, tenendo conto del numero degli iscritti per ciascun circolo, della loro distribuzione territoriale all’interno del territorio di ciascun Circolo e delle particolarità geografiche rispetto al territorio cittadino. Accanto alla riflessione sui circoli (che non può limitarsi al loro numero ma che deve estendersi anche alla loro funzione) dobbiamo avere all’interno di ciascuna consulta un rappresentante del PD scelto dai circoli che ricadono nella giurisdizione di ciascuna Consulta. Non possiamo dimenticare, tuttavia, che il cardine rimane la partecipazione che deve essere incentivata dalla possibilità di incidere sulle decisioni. Dovrà, quindi, diventare prassi comune, ad ogni livello del partito, far seguire ad un dibattito una votazione, la formalizzazione di quanto deciso e il controllo successivo, di come le decisioni prese sono state inviate ai livelli superiori del partito e di come esse siano state prese in considerazione.

La partecipazione, inoltre, deve anche articolarsi in modi e forme diverse:

Question Time. Fissare incontri periodici con gli eletti (ad ogni livello), riservati agli iscritti e agli elettori, durante i quali gli eletti informano sul lavoro svolto e sulle iniziative da loro assunte con possibilità per gli intervenuti di porre loro domande.

Spazio aperto. Serate aperte ai nostri iscritti limitate ad un tema, introdotte da un relatore, un video, un film e successivo confronto, aperto e plurale.

Ascoltare la Città. Seminari su temi specifici della nostra città durante i quali si ascoltano operatori, associazioni, aree culturali che possono offrire contributi sul tema.

Sabati del PD. A intervalli periodici (una volta al mese) gazebi tematici monografici su temi locali e nazionali con lo scopo di essere presenti in città al di là delle scadenze elettorali.

Nuove tecnologie. Accanto alle forme tradizionali di partecipazione dobbiamo prevedere anche forme diverse di partecipazione, con l’uso di strumenti informatici, disponibili gratuitamente, per sondaggi e raccolta di idee.

Comunicazione. Rivisitazione del sito, il cui contenuto si completi con schede riassuntive per gli argomenti oggetto di dibattito, con una rassegna stampa, con uno spazio di dibattito culturale (recensioni di un libro, di un film, di uno spettacolo teatrale). Individuazione di una persona che mantenga i rapporti con la stampa, che organizzi le conferenze stampa del Segretario e del Capo Gruppo e che raccolga e trasmetta alla stampa le dichiarazioni di quest’ultimi. Assunzione di un grafico che curi l’immagine del materiale informativo e del sito del PD.

Come giudichi dal punto di vista politico l'operato dell'attuale amministrazione?

Il giudizio non può essere che negativo. L’attuale amministrazione, che ha vinto le elezioni sul tema della sicurezza e dell’immigrazione, anticipando quello che sarebbe avvenuto nel Paese dopo pochi mesi, è priva di qualsiasi progettualità e di idee per la città, limitando il suo operato all’ordinaria amministrazione e pasticciando (o rinviando) su alcune scelte strategiche come l’appalto per i rifiuti e la fermata ferroviaria di Monza Est.
Ma anche sull’ordinaria amministrazione non brilla visto la mancata gestione dei lavori per la posa della fibra ottica con la conseguenza che abbiamo strade cittadine crivellate da buche.
Mi permetto un solo pensiero sulla nostra sconfitta alle ultime elezioni comunali che è stata causata dalla perdita di contatto con la città e con i suoi umori più profondi che non ci hanno permesso di captare il disagio sotterraneo che esisteva.
Per questo è necessario un PD che esce, che incontra e che ascolta.

Quali sono i punti deboli della città? E quali i punti di forza?

Monza e i suoi abitanti costituiscono una realtà variegata, articolata e non sempre di facile lettura.
I punti deboli e i punti di forza talvolta sono la faccia della stessa medaglia. È una città laboriosa, generosa (si pensi solo al vasto mondo del volontariato), orgogliosa e riservata, con un tasso di criminalità basso, con un sistema scolastico (si pensi solo al Liceo Zucchi e al Liceo Frisi) di buon livello e con alcune “attrattive” culturali che potrebbero avere un riscontro anche internazionale (Parco/Villa Reale e il Duomo). Ma è anche una città chiusa, provinciale, divisa in cerchie, non aperta al Mondo, che, a volte, anzi, sembra rifiutarsi di aprirsi al Mondo per paura e per un senso di auto sufficienza. Penso solo al disagio manifestato da alcuni per la visita del Papa.

Come immagini Monza tra 10 anni?

A una domanda così secca viene spontaneo rispondere, da chi s’illude che ancora esiste il primato della politica, che dipende da chi governerà la città nei prossimi anni.
Se sarà governata dal centro sinistra avremo una città solidale, vivibile, con una progettualità che cerca di tenerla agganciata alle forze vive e progressiste del Paese.
Se sarà governata dal centro destra avremo una città chiusa, impaurita, priva di ogni prospettiva di sviluppo.
Ma dato che il primato della politica è, appunto, un’illusione, e che le forze che trasformano il Mondo, non sono solo quelle politiche, diventa difficile immaginare la nostra città tra dieci anni, perché le torsioni e le tensioni che in questo momento attraversano il Mondo sono tante e tali che ogni previsione è impossibile: cambiamenti climatici, emigrazioni, Brexit, guerra dei dazi, robotizzazione del lavoro, potere fuori controllo delle società che controllano il web, tendenza verso regimi di democrazia autoritaria.
Oltre ad essere illusorio pensare che sia solo la politica trasformare il Mondo è anche illusorio (e questo accade più spesso di quanto si possa credere) pensare che Monza sia tagliata fuori dal Mondo e che quanto accade al di là del Lambro non impatti sulla nostra comunità cittadina.
Per questo anche il PD monzese deve occuparsi di più del Mondo e avere pensieri lunghi.

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