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incontro kennedyDomenica 10 giugno, organizzato dal Partito Democratico di Monza, si è tenuta una riflessione sulla figura di Robert Kennedy in occasione del cinquantenario della sua uccisione avvenuta a Los Angeles il 5 giugno 1968. L’incontro è stato ospitato nel quartiere San Biagio e Cazzaniga, nella sede del Circolo 6 del PD.

La riflessione ha avuto come filo conduttore i discorsi da lui tenuti nel corso della sua carriera, con particolare attenzione a quelli da lui pronunciati durante la campagna elettorale del 1968 per le primarie del Partito Democratico per la scelta del candidato alle presidenziali dello stesso anno.

Sono stati evidenziati tre temi in particolare: la pace, la non violenza e la giustizia sociale.

Per il tema della pace è stata ricordata la sua opposizione alla guerra del Vietnam e il suo contributo alla risoluzione pacifica della crisi dei missili a Cuba; per la non violenza è stato letto e commentato il suo discorso alla comunità afro americana pronunciato subito dopo l’uccisione (avvenuta nel mese di aprile dell’anno 1968) di Martin Luther King; per la giustizia sociale è stato letto un suo intervento all’Università del Kansas.

A quest’ultimo si è dato ampio spazio per i temi affrontati: la critica al PIL quale unico criterio della misurazione della ricchezza e la necessità di sconfiggere la povertà in nome della dignità delle persone.

Le parole e l’azione di Robert Kennedy appaino attualissime e preziose nei nostri tempi caratterizzati da cambiamenti di grande portata sociale ed economica, che richiedono di continuare con responsabilità e visione del futuro nella cura delle persone e delle loro esigenze.

Due sono state le motivazioni che hanno indotto ad organizzare il pomeriggio di riflessione: la necessità di ritrovare punti di riferimento per poter avere la capacità di immaginare un futuro diverso dall’attuale presente e la voglia di illustrare ai più giovani la figura di Robert Kennedy.

Durante l’incontro giovani impegnati nel volontariato politico a Monza e in provincia hanno letto brani dei discorsi di Robert Kennedy, facendosi carico di quel messaggio e quell’impegno.

La sintesi della riflessione è stata elaborata dal Senatore Roberto Rampi il quale, partendo da alcune considerazioni svolte da Walter Veltroni su Robert Kennedy, ha sottolineato l’attualità del pensiero riformatore espresso da Robert Kennedy. Si è espressa anche l’importanza di un azione politica che sappia coniugare i valori fondanti del rispetto e la valorizzazione di ciascuna persona, con atti concreti da parte di chi ha responsabilità politica ad ogni livello, facendolo in modo esigente, razionale e responsabile.

Il compimento di questa grande missione comporterà la necessità di varare più impegnativi programmi di assistenza e di riforme, di operare difficili scelte politiche, di compiere sacrifici dolorosi. E non solo. Non possiamo far sì che questa visione diventi realtà soltanto con il denaro, con i piani, con gli strumenti di governo. Dobbiamo crederci, dobbiamo suscitare questa fede e questi sogni e poi tenerci fermamente aggrappati a essi, per quanto forti siano le tentazioni contingenti che ci spingono a staccarcene. Perché lo sviluppo economico, le riforme sociali, la scuola e la riforma agraria sono soltanto, come le ombre nella caverna di Platone, l'immagine materiale delle grandi realtà della libertà dell'uomo. Per ardite che siano le nostre costruzioni, generosa la nostra opera di assistenza, saggio l'uso della nostra potenza, noi falliremo sicuramente se avremo trascurato la realtà spirituale che sta dietro agli atti materiali. Non si apre la strada verso la libertà con la ricchezza e la potenza, ma con la fedeltà ai credi fondamentali - democrazia, libertà e giustizia - che gli uomini seguono per l'impulso spirituale e non per costrizione materiale. Dobbiamo affrontare pericoli reali, superare ostacoli reali, soddisfare bisogni reali: ma sempre in modo da conservare la nostra fedeltà ai principi dell'Alleanza. Altrimenti conserveremo l'ombra del progresso e della sicurezza, a scapito della sostanza della libertà del Nuovo Mondo.

(Robert Kennedy - da Vogliamo un mondo più nuovo, Garzanti 1968)

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