Seguici su: FacebookTwitter

virtuani“Piacere, Pietro Virtuani”. Chi meglio del diretto interessato può fornirci una presentazione in vista delle prossime elezioni, che lo vedranno candidato nelle fila del Partito Democratico alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Monza? “Ho 30 anni, una laurea in Lettere moderne, una passione per la musica (ascoltata e suonata con gli amici, nel mio caso al basso), i viaggi, la lettura e lo sport. – scrive Pietro – Lavoro nel mondo dell'editoria e anche se da pochi anni, ho fatto già diverse esperienze politiche”.

“Ho cominciato nella rappresentanza studentesca al liceo Banfi di Vimercate e poi all’Università degli Studi di Milano; mi sono iscritto nel 2008 ai Giovani Democratici e al Partito Democratico, del quale sono Segretario della Federazione Provinciale di Monza e Brianza dal 2013. Sono consigliere comunale di Brugherio e, dopo la riforma Delrio, Consigliere in Provincia, dove mi sono occupato di ambiente prima e dal gennaio 2017 ricopro la carica di Capogruppo di Brianza Rete Comune, il gruppo di maggioranza nel Consiglio provinciale”.

“A differenza di tanti – continua Pietro Virtuani – difendo e rivendico il ruolo della politica. Grazie a questa esperienza ho imparato tanto e conosciuto ottime persone, non mi sfuggono limiti e contraddizioni, ma mi impegno per risolverle e migliorare le cose. Mi candido alla Camera dei Deputati perché c’è tantissimo da fare: costruire un paese più giusto, promuovere l’uguaglianza sociale, liberare le energie e mettere le persone nella condizione di realizzare le proprie aspirazioni e i propri talenti senza lasciare indietro nessuno. Voglio contribuire a riappassionare i miei coetanei alla Politica, l’unico strumento democratico che consente di governare i grandi processi mondiali e di non subire i cambiamenti intorno a noi. Un futuro più giusto, più sostenibile, più felice, da scoprire con coraggio, da vivere insieme”.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Utilizziamo i cookie per migliorare l'utilizzo del sito. Se continui a leggere dichiari di aver capito. Va bene?