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marrazzo antonioProseguono i nostri incontri con la giunta Scanagatti. Abbiamo intervistato Antonio Marrazzo, assessore al Patrimonio, Opere pubbliche e Decoro urbano.

Circa 5 anni fa iniziava il suo lavoro nell’esecutivo monzese. Cosa ricorda di quei primi giorni? Che situazione ha trovato?

La sensazione fu quella di riprendere un lavoro interrotto anni addietro. Interrotto per davvero. Bastò semplicemente prendere atto del mancato completamento di alcune opere per capire che non c’era stata continuità nel portare avanti le opere di cui necessitava la città. Altro aspetto che constatai: i vari settori dell’assessorato, non erano stati impegnati nell’attività di programmazione che anche nei periodi difficili non deve mai mancare. La pianificazione è sempre necessaria e non deve mai interrompersi. Avere qualche progetto pronto non fa mai male, qualche opportunità di accedere a finanziamenti vari.

Quali erano le priorità del suo assessorato allora e quali sono oggi?

Le mie priorità erano riconducibili al documento programmatico del Sindaco, che con questo ha ottenuto la fiducia dei cittadini e quei contenuti erano le linee guida. Mi riferisco all'edilizia scolastica, alla valorizzazione del patrimonio, al decoro urbano e soprattutto alla qualità della progettazione e a un migliore utilizzo delle risorse economiche. Il lavoro ha riguardato principalmente 3 obiettivi: qualità dei progetti, gestione oculata delle risorse e rispetto dei tempi. Per dimostrare che anche nel settore pubblico è possibile introdurre questi elementi. Sul piano personale poi ci tenevo a far superare l’idea, purtroppo diffusa, secondo la quale nel pubblico la qualità dei progetti e dei lavori è sempre incerta, gli sprechi sicuri e i tempi sempre più lunghi del previsto. Credo che questo intento sia stato in buona parte raggiunto, nonostante l’introduzione di normative (nuovo codice degli appalti) che hanno rallentato l’iter di alcune attività.

Quali sono i risultati raggiunti che la soddisfano maggiormente? Cosa resterà?

La soddisfazione maggiore è che il lavoro è stato percepito bene dai fruitori dei servizi e degli spazi che abbiamo realizzato. Oggi c'è una maggiore consapevolezza e partecipazione dei cittadini che chiedono solo ciò che è veramente necessario; questo aspetto rappresenta un momento di crescita dell'intera comunità monzese che nel futuro vorrà e potrà accentuare ulteriormente questa sensibilità e collaborare con l'amministrazione in maniera sempre più proficua. La sfida più importante, in concreto, è aver garantito qualità e dignità all’edilizia scolastica. Anche le strade della città - che hanno uno sviluppo di oltre 270 chilometri - che non ovunque sono state oggetto di asfaltatura ma che in generale hanno tutte beneficiato di una maggiore qualità e quantità di interventi, organizzati sempre in modo da non paralizzare mai il traffico. Bene anche gli interventi di illuminazione pubblica per una migliore armonia, anche percettiva. Su questo tema il progetto più ambizioso fa riferimento alla completa riqualificazione dell’illuminazione in tutta la città, obiettivo che potrà essere raggiunto non appena si completerà l’iter avviato da luglio scorso per il riscatto degli impianti esistenti. In definitiva consegniamo una città migliore sotto l'aspetto della qualità urbana senza pesare troppo con investimenti che non avremmo potuto sostenere e che avrebbero gravato sulle generazioni future. In definitiva, ho cercato di coniugare sempre disponibilità economica e qualità complessiva, un metodo che possa resistere e affermarsi nel tempo e questo deve valere soprattutto per il patrimonio esistente. Un patrimonio straordinario, di valore, rappresentato dalle nostre scuole, dalle case comunali, dagli impianti sportivi, dalle strade, dalle aree verdi, che appartiene alla nostra comunità e che dobbiamo consegnare integro alle nuove generazioni.

Cosa, invece, non è andato come avrebbe voluto? E perché?

Gli interventi che richiederebbero un'attività quotidiana sono penalizzati da procedure amministrative che non permettono di intervenire con tempestività davanti, per esempio, a una strada invasa d'acqua o a un cordolo piegato. E il mio rammarico è proprio questo: non avere sempre fornito risposte puntuali e rapide alle segnalazioni arrivate con grande senso civico dai cittadini. E il motivo, come dicevo, è proprio da ricercare nelle procedure amministrative, tra determine e competenze varie. È una considerazione importante, anche per riconoscere la centralità del cittadino. Ed è un rammarico ma anche uno stimolo per fare meglio in futuro.

Tre aggettivi per descrivere il lavoro di questo esecutivo.

Coerente, condiviso e consapevole.

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